Band 
Tomo sesto & settimo.
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Pietro Cri-solano.

UgoneEte-riano.

Anselmoavelbergen-se.

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trapresero i greci co’ latini, particolarmente in quello diMichele Paleologo, conchiuso felicemente nel secondo conci-lio di Lion nel 1274. Prima i greci ostinati nel loro scismanon cercavano che sofismi per difendere le lor erronee opi-nioni , e sutterfug} per eludere le convincenti ragioni de’ la-tini, nessuno pensava ad esaminare seriamente gli argomentideli’una e dell’altra parte, e molto meno ad abbracciare edifendere que’ de’ latini. Pietro Crisolano, o come altri di-cono Grossolano, eruditissimo nelle scritture, e versato ugual-mente nell’eloquenza greca e nella latina, nato ed allevatonella Grecia, e diventato poi vescovo di Milano, è forsel’unico greco, che abbbia scritto contro la dottrina de’ suoinazionali a favore della romana (a) -, e tosto si levarono con-tro di lui Nicolao metonense, Eustrazio niceno, un monacoGiovanni, è parecchi altri. Il toscano Ugone Eteriano, favo-rito dall’imperadore Emmanuele Comneao, scrisse tre librisu la processione dello Spirito santo, che ci si rendono par-ticolarmente interessanti, per trovarvisi esposti i sofismi, e ivani ragionamenti di Nicolao metonense, di Giorgio nicome-dìense, di Niceta tessalonicense, e d’altri greci. Ad un pun-to solamente si ristringevano gli or citati teologi. Anseimovescovo di Avelberga, ambasciatore di Lotario II in Costan-tinopoli, tre libri scrisse, in cui tutti li comprendeva, e laprocessione, dello Spirito santo, il primato del papa, l’azimodeU’eucaristia, la diversità del battesimo, e tutti i punti con-troversi da’ greci venivano da lui sodamente stabiliti a favorde’ latini, e sposti tutti colla più lodevole moderazione (è ).Noi abbiamo nella raccolta de’ concilj del Labbé non soloun commercio epistolare del greco patriarca Germano II coi

(a) Biron. ad ari. 1116. Allat- Grj.ec. orth. tom. I.

(b) D’Aehens Spicil. tom. I nov. ed.