Band 
Tomo sesto & settimo.
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287
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per ajutanti due diaconi, Meliteniote, e Merochite, amenduecostanti sostenitori della vera fede colla voce e cogli scritti,e Giorgio cipriota, che abbandonò poi la buona causa, efu uno de’ più violenti oppositori. Contemporaneamente Nic-colò vescovo di Crotona, spiegava ainmperattre la veritàdella fede romana, e rilevava la forza d’uno scritto del pa-pa Urbano IV diretto a’ greci, dove provava, che la dottri-na della chiesa romana e de’ padri latini conviene perfetta-mente con quella d’Atanasio,' di Basilio, e degli altri greci.E tutto insieme dava argomento di studiare più attentamen-te i libri de’ santi padri, imparare da essi la vera credenzadella chiesa, e ricavarne i sodi argomenti, onde risolvere lequestioni teologiche.

Noi abbiamo esempj di questo studio, e degli artifizj eraggiri, di cui servivansi gli scismatici nello stesso GiovanniVecco. V’era un passo di san Gregorio nisseno, che espres-samente diceva dello Spirito santo et ex patre dicitura et exfilio esse affirmatìir , e il codice antichissimo, in cui tal pas-so leggevasi, correva di mano in mano, ed era stato vedu-to e riveduto dal patriarca Vecco, dal grand’economo Sifili-no, e da altri moltissimi. Il referendario Escammatismeno,che seguiva il partito scismatico, come pure il padrone delcodice, sentendo la fòrza d’un testimonio sì concludente, invece d’arrendersi alla verità scancellò destramente dal codi-ce con un coltellino la preposizione ix, e in vece di ex tovvov ex filio, gli fece dire tov voi ) filli esse. E come col tem-po convertito alla vera credenza confessasse il referendariola maliziosa sua adulterazione, il patriarca Vecco, che uni-tamente al grand’economo Sifilino, e a molt’altri aveva ve-duto quel medesimo codice nella sua integrità, non volle,che vi si rimettesse la rasa particola ex j ma unendo nel 12 So

NiccolòCrete mate.

Artifizj deigreci.