Band 
Tomo sesto & settimo.
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Zi) I

a deridere il loro lume increato; quindi passò a dimostrare,che nè quello v nè il lume del Tabore non poteva dirsi lu-me increato; e da una in altra questione inoltrandosi sosten-ne con molta dottrina ed eloquenza, che l’essenza e sostan-za di Dio non può distinguersi realmente dalle sue operazio-ni , e che tutto ciò che v’è in Dio è la sua essenza e so-stanza. Nel che venne valorosamente secondato da Acindi-no, il quale due dotti libri scrisse per illustrare quest’argo-mento . Non poterono soffrire in pace que’ monaci vedersi

confutati e convinti; e Palama, e due suoi fratelli, e tutti

i monaci superbi della loro visione beatifica, e per Fausteri-

tà della loro vita rispettati, e quasi temuti dal popolo, edallo stesso imperadore, levarono le grida contro Barlaamo,l’accusarono d’eresia, e lo minacciarono della morte, ed ac-cesero contro il medesimo l’odio della corte, del popolo, edella chiesa, e fecero condannare in var j concilj e lui, e lasua dottrina, ed Acindino, e i principali suoi seguaci. Il Gret-sero trova perfino a sei concilj, che si dichiararono controgli antiquietisti; e su la fede d’una relazione di questa con-troversia, scritta da Davide monaco, da lui letta in un codi-ce della biblioteca d’Augusta, reca intorno alla storia dell’accaduto in quella contesa molte interessanti notizie (a). Noiad esso, ed al padre Combefis (è), e ad altri storici rimet-tendo i lettori, osserveremo soltanto ciò che appartiene allaparte teologica di questa storia. Nello pseudoconcilio costan-tinopolitano, celebrato da’greci nel 1350, vediamo all’azionesesta quali fossero le questioni, che si solevano agitare suquesto punto, se vi sia in Dio differenza d’essenza, e d’atto,o d’operazione; se questa sia creata o increata; e se'increa-

te) Anim. et notat. in hist. Cantacu{< etc. (b) Noe. in pseudo-syn. Constantinopoi.