Palama .
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ta, come schivare il dire Dio composto 5 se la parola deitàsia propria soltanto dell’essenza di Dio, e non dell’operazio-ne; se con qualche ragione i teologi dicano, che l’essenzasia in alcun modo superiore all’operazione; e così qualch’al-tra simil questione, tutte veramente degne dell’attenzione de’teologi (a ). Acindino in due libri lungamente discute alcunepreliminari questioni su la potenza passiva di Dio, su gli at-ti, e su gli abiti del medesimo, per provare poi, che sì lapotenza che l’operazione intellettuale di Dio è la sua sostan-za; che la volontà di Dio, la sapienza, e la verità non so-no che lo stesso Dio; che Dio è la sua bontà, la sua vira,la sua beatitudine; che non però tutti questi nomi sono si-nonimi, che non sono equivoci, ma bensì analogici in Dioe nelle creature, e ci dà un copioso trattato della natura diDio, e de’ suoi attributi (b ). Tutte queste investigazioni fa-cevansi in una maniera veramente teologica. L’uso continuo,che fa Palama de’ santi padri e de’ concilj, benché da luinon affatto intesi, e quello anche che fanno Barlaamo, Acin-dino, ed altri antipalamiti, benché più ajutato d’alcuni argo-menti filosofici, fanno vedere come i greci avevano adottatoil buongusto della teologia. Palama era un uòmo dotto, e tan-to venerato da’ suoi partigiani, che viene anche presentemen-te celebrato come santo nella lor chiesa. Infiniti sono i libriteologici da lui scritti, molti su le questioni allora vertenticontra i latini, ma i più centra i barlaamiti, or in propriadifesa, or in amare invettive, non solo contro Barlaamo, macontro Acindino, contra Gregora, e contro tutti gli antiquie-tisti, or in rischiarimento d’alcuni punti controversi, or inconfutazione delle contrarie opinioni, or rilevando empietà
(a) Condì, tom. xv-
(b) Apud Grets. tom. xv.