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passando altresì ad esaminare i vantaggi politici, che poteva-no indurre a fomentare lo scisma, e trovandoli soltanto dal-la parte de’ greci, non de’ romani, sempre più propendevaa favore de’ latini, e chiedeva rischiarimento e consiglio dal-lo stesso Barlaamo (a). Dotta ugualmente e giudiziosa è larisposta dì Barlaamo, il quale essendo prima stato dichiaratonemico della dottrina romana, ed avendo scritto contro diessa infiniti libri, de’ quali il solo Allazio ne riporta fino aventicinque, riflettendo poi posatamente su le ragioni, cheper l’una e per l’altra parte versavano, sì determinò ad ab-bracciare il partito de’ latini, e a sostenere costantemente laverità •, e in questa lettera spiega a Demetrio le ragioni teo-logiche , che l’avevano condotto alla sua conversione, e dal-le stesse ragioni di Demetrio trae ingegnosamente argomentiper convincerlo, e farlo risolvere decisamente a favor de’ la-tini (b). La chiarezza, precisione, e forza, con cui tutto èsposto nelle due lettere sì da Demetrio, che da Barlaamo,possono, a mio giudizio, servire d’esempio di simili discus-sioni ; e sì queste lettere, che Paltre di Barlaamo per l’unio-ne delle due chiese, pel primato del papa, e per la proces-sione dello Spirito santo, il trattato,3n cui prova la proces-sione dal figlio con molti argomenti cavati dalla scrittura,e tutti gli opuscoli, che di lui abbiamo, datici dal Canisio (c),sono altettanti monumenti del florido stato, in cui la teolo-gia greca trovavasi. Altro beH’esempio di trattari teologicide’ greci di quel tempo abbiamo ne’ quattro libri, che Ma-nuele Caleca produsse contro gli errori de’ greci, dove co-pia d’erudizione, finezza di critica, e forza di buona logicamaravigliosamente campeggiano, e de’ quali, al dire del gran
(a) Epist. Dem. thess. ad Bari. (b) Respons. Bari, ad Dem.
(c) Thes. morum etcles, voi. v.
Barlaamo.
ManueleCaleca.