302
sapere, ma lo riguarderemo sempre com’un uomo dottissimo,e come l’ultimo residuo della greca erudizione. Qualche scin-tilla di cognizioni teologiche si vide poscia di tanto in tan-to spiccare in un Geremia patriarca costantinopolitano, cheassai dottamente rispose a’ molti quesiti, che su la credenzade’greci gli fecero i teologi di Tubinga, ne’ due Melezj, unopatriarca alessandrino, dottore l’altro, e protosincello dellachiesa „di Costantinopoli, in un Metrofane Critopulo, e inaltri citati dal Fabrizio (a), e in alcuni altri greci, de’ qualivediamo gli scritti teologici nella biblioteca nanniana ( b) »L’Allazio, il Cariofilo, l’Arcudio sono da annoverarsi co’ la-tini anziché co’ greci, perchè, quantunque nati fra quelli ,riceverono da’ latini l’educazione, e la dottrina.
Stato della Fra’ latini dunque dobbiamo seguire il corso della teolo-
teologianell’ # .
occidente. gi a . Infatti questi dovevano internarsi, come abbiamo nnorveduto per tanti secoli, nelle questioni stesse, che occupava-no gli studj de’ greci, e n’avevano altre eziandio lor pecu-liari, che s’agitavano nell’occidente senza comunicarsi agliorientali, ed abbisognavano pertanto di maggiore estensione,e varietà nell’erudite loro ricerche, e teologiche meditazioni.Infatti le conferenze tenutesi nel concilio di Basilea non ba-
nispute co- starono a far tacere le grida degli ussiti , e de’ vviklefisti , ed
gli ussiti. 0 °
ancor molti anni dipoi, nel 1465, vediamo celebrarsene un’al-tra nella Boemia alia presenza dello stesso re colla maggio-re solennità. Il Canaio ha pubblicata questa disputa o con-ferenza (c) '■> e noi abbiamo la compiacenza di poter in essaosservare, che il mancamento a’ compattati del concilio diBasilea, di cui il Basnagio (d ), e altri eterodossi ed antiro-mani hanno menato tanto romore, derivava da’ medesimi
(a) BUI. gr. tom. x. (bì Codd. cCxxiv, ccxxv, al.
(c) Disput, Capii, Prag, cum Roky\ana . Thes, monum. etc. tom. v. (d) Ubi supra .