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altri si presero pensiero di darlo alla luce nello scorso seco-lo, e finalmente al principio di questo lo mise in esecuzioneErnesto Grabe. A questo fine studiò attentamente quel codi-ce , lo confrontò con altri ì più rinomati, e sì in una letteraall’ora lodato Mill, che in una dissertazione (a) volle pro-vare, che a questo sopra il vaticano , tanto e sì giustamen-te pregiato, si dèe dare la preferenzaj e dopo molti esami,e molti confronti, di cui egli stesso ci dà notizia ne’ suoiprolegomeni, cominciò a metterlo alla luce nel 1707, e nepubblicò l’ottateuco. Molto strepito fece presso i sacri criticiquesta bramata edizione, e poc’anni dipoi, nel 1720, si pub-blicò tutto il restante del codice j e poi nel 1730 ne feceBreintinge- una nuova edizione il Breintingero, mettendovi appiè di pa-gina le varianti del codice vaticano, ed ornandola delle suedotte ed opportune prefazioni avanti i prolegomeni dello stes-so Grabe, e degli altri editori ; e quindi il Bianchini disteseun paragone del codice alessandrino col vaticano ( b j, e ilKennicott volle di nuovo farne un simile confronto (c) ; evarj altri in altre guise diverse fecero sopra quel codice uti-li osservazioni.
Aita sacri Quantunque non sembri questo secolo molto portato pe’mcl ‘ sacri studj, vediamo nondimeno molti, che hanno coltivatow« s io. con ardore e con profitto la critica sacra. Il Witsio è anda-to fino a cercare gli antichi riti egiziani, e paragonarli cogliebraici, e s’è studiato di svolgere la storia di Gerusalemmenelle diverse sue epoche, e d’illustrare vite di santi, ed al-tre materie in apparenza soltanto storiche, per agevolare l’in-telligenza di molti passi e di molti libri della scrittura, edeccitarne vivamente in altri lo studio. Colle proprie e coll’
(3) De alexand. cod. prue Vatic. praest. etc.(fa) Vindic, etc. (c) Hisc. cextus hebr.