Band 
Tomo sesto & settimo.
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riportano alcuni passi sant’Ignazio, i due Clementi , Ermasan Barnaba, Origene, ed altri antichi ; e due di esse credeil Mill che fossero i due vangeli, che dicevansi degli ebrei,e degli egizj, i quali per molto tempo ebbero non poco cre-dito presso la maggior parte de’ fedeli (a ). Sorsero intantogli evangelisti, che ispirati dal Signore composero varie e Evangelj .più autentiche storie. Eusebio vuole che san Matteo ott’anni San Matteo,dopo la morte del Salvatore componesse il suo vangelo (3);e benché sant’Ireneo sembri ritardarlo d’alcuni anni fino al A&tempo, in cui san Pietro e san Paolo predicavano in Roma (c),sempre è vero però ch’assai presto pensarono gli apostoli aformare la storia della vita di Cristo, e della fondazione dellasua chiesa. Il vangelo di san Matteo, scritto come si credein Gerusalemme, e scritto per gli ebrei, fu sposto da lui inebraico; ma ben tosto venne tradotto in greco, come linguad’uso più universale, comune anche agli stessi ebrei, e taleTha adoperato poscia tutta la chiesa. Poch’anni dipoi scrisseil suo san Marco; e tuttoché lo facesse particolarmente pe’sanMarc».romani, scrisse in greco, come pure scrissero gli altri aposto-li, e i primi scrittori della chiesa, ebrei, greci, e romani.

Alcuni hanno voluto riguardare san Marco com’un abbreviatoredi san Matteo; ma basta leggere i due vangeli per conoscerela diversità dell’uno e deU’altro, talmente che alcuni hannodetto al contrario che neppur letto avesse san Marco il vangelodi San Matteo. Ma ad ogni modo, quantunque sia vero, comepare realmente, che nello scrivere il suo vangelo abbia avutopresente quello di san Matteo, vi ha aggiunto però tanti fattie tante circostanze non toccate da quello, che fa vedere chiara-mente la sua originalità. San Marco non era stato,come san Mat-teo, compagno di Gesù Cristo, né potè sapere i fatti di lui se non per

(a) Prvleg. ai nov. Tese, (b) Hist. lib. Ili,C. XXIV. (c) Haer. lib. ni, C. I.