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non solo i fatti di pochi secoli della chiesa, ma Torigine del-le nazioni , le successioni de’ re e de’ principi, de’ gran sa-cerdoti degli ebrei, e i più notabili avvenimenti di tutto ilmondo dalla creazione fino al suo tempo vengono presentaticon quella diligenza, ed esattezza, di cui tali^opere sono ca-paci? Alla storia ecclesiastica possono anche appartenere i quat-tro libri della vita di Costantino , benché il tuono di pane-girico più che di storia , con cui sono scritti , non poco tol-ga dei loro merito storico. Ma tutto accresce la maravigliadell’indefesso studio , dell’incredibile diligenza , e della vastamente di quel proteo scrittore , e tutto ci obbliga a riguar-dare con istupore il dottissimo EijS^o, e riconoscerlo, e ri-spettarlo pel vero padre della storia ecclesiastica , e per- unoscrittore sommamente benemerito della religione. E tantomaggiore obbligazione in verità gli dobbiamo professare, quan-to che è stato il solo, che ci abbia lasciate le memorie dell’antica chiesa : e come non v’è stato prima di lui alcuno scrit-tore, che lo precedesse nella storia ecclesiastica; così non haavuto dipoi alcun successore, che seguisse sì bell’esempio; edEusebio è rimasto per molto tempo l’unico storico,che ci ab-bia tramandate le notizie della chiesa, l’unico scrittore dellastoria ecclesiastica. Vero è, che l’apologxe di sant’Anastasio ,il suo trattato de’ sinodi , ed alcune sue lettere possono ap-partenere alla storia ecclesiastica; vero è, che il trattato de’sinodi di sant’Ilario, e molto più i libri su l'eresie di Filastrio,e di sant’Epifanio sono preziosi monumenti per la medesima,e che molte orazioni funebri, e panegirici de’ santi Gregorjnazianzeno, enisseno, e d’altri, e molte lettere ed altri opuscolide’santi padri hanno più delio storico che del dogmatico; manessuno d’essi si può dire veramente un’opera storica; tuttideono riguardarsi soltanto come monumenti preziosi per la