Band 
Tomo sesto & settimo.
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Filippo Sidete .

Sacrato .

tempo del gentilesimo: e per potersi meglio formare il pa-ragone de’ tempi paganici e de’ cristiani distende quasi unastoria universale, e che, quantunque deformata di molte sto-riche inesattezze, si rende nondimeno per l’oggetto e per lavarietà di notizie di non poca utilità agli studj ecclesiastici.

Mentre così attendevano alla storia ecclesiastica i latini ,si risvegliarono anche i greci a riprenderne la cultura, cheper un secolo dopo Eusebio sembrava da’ medesimi abban-donata. Verso l’anno 430 fioriva Filippo Sidete, o sidense,del quale sappiamo che scrisse una storia cristiana in trenta-sei libri divisa ; ma di cui non esistono che pochi e breviframmenti. Socrate (a) ne parla assai lungamente, ma noncon molta stima, e la descrive com’un’indigesta farragine dinotizie filosofiche, geometriche, astronomiche, aritmetiche,e musiche, dove isole, monti, alberi, e miU’altre cose inuti-li sono descritte, dove i tempi sono confusi, dove tutto ètotalmente disteso, che nè dotti, nè indotti possono trovarvipiacere, nè utilità. Nè più vantaggiosa-idea ce ne dà Fozio,che lo presenta come un vano profusor di parole, che sazia,o per dir meglio infastidisce i lettori, e che tante cose stra-nie inserisce, che tutt’altro direste avere trattato che sto-ria (è) . Onde non sembra che dobbiamo dolerci gran fattodella perdita di quella qualunque siasi storia di Filippo Si-dete. Gli storici greci, gli scrittori, che unitamente ad Eu-sebio formano il corpo della storia ecclesiastica, sono Socra-te, Sozomeno, e Teodoreto, tutti tre coetanei, e tutti han-no il medesimo periodo d’anni abbracciato nelle loro stima-tissime storie. Socrate è stato il primo , che seguendo le trac-ce del padre della storia ecclesiastica Eusebio, abbia messo