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prenditori. Lutero ed i dotti capi de’ novatori pensarono ac-cortamente , che per dare autorità a’ loro dogmi, e renderlipiù fermi e sicuri, il più potente mezzo non fosse che unastoria ecclesiastica, nella quale comparissero questi fin dalprincipio per una costante serie di • tutti i secoli abbracciatidalla credenza della chiesa cristiana, e vollero perciò, chesi formasse da’ loro settarj una tale storia.. Fecero a questofine unire alcuni eruditi, i quali scorrendo attentamente intutti i suoi rami la cristiana antichità, raccogliessero quantomai servire potesse al loro intento, e ne distendessero la storia.Capo di tutti fu il rinomato Mattia Flaccio illirico, il qualeebbe per cooperatori Giovanni Wigand , Matteo Giudice fBasilio Fabro e molt’akri. Il loro piano è vastissimo. Lapropagazione della chiesa , e pertanto la notizia de’ primivescovi e de’ vescovadi, le persecuzioni e la tranquillità del-la chiesa, la sua dottrina, l’ereste, e gli errori diversi, i ri-ti, i costumi, e tutta la disciplina, la polizia, e il governo,i vescovi , i santi, i martiri, i miracoli, lo stato del giudais-mo e del gentilesimo , e dopo il sesto secolo anche del mao-mettismo, tutto insomma quanto appartiene alla religionecristiana e alla chiesa, tutt’è preso a materia di quella sto-ria , e tutte trattato con una critica ed erudizione, di cuinon ancor se n’aveva esempio. A tredici centurie, o tredicisecoli, è pervenuta quell’opera, e d’uopo è confessare , chenon pochi errori vi sono incorsi, apocrifi monumenti, cita-zioni fallate, passi mal intesi , ed altri difetti. Ma in una sìardita, e in que’ tempi sì difficile-impresa, quando la criticanon era ancor tanto coltivata, quando non s’erano levati an-cor dalla polvere tanti codici e tanti preziosi documenti ,che sono poi venuti alla luce, quando non s’erano ancordiscussi tanti punti storici e critici, che si sono poscia iliu-