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la chiesa. Forse vi si potrà ripórre verso la metà del secolodecimoquinto Enea Silvio Piccolomini, poi Pio II, autoredi comentarj storici del concilio di Basilea, e dell’incorona-zione di Felice V, della storia di Federigo III* della Boe-mia , e d’altre simili storie, nelle quali gran parte hanno gliaffari della chiesa $ forse il Platina, che nello scrivere le vi-te de’ papi molt’abbraccia di ciò che spetta la chiesa univer-sale ; forse ... j ma tutti sono troppo ristretti ad argomentiparticolari per potersi riporre fra gli scrittori della storia ec-clesiastica universale. Col rinascere i buoni studj risorse an-che il buongusto nella storia ecclesiastica. Ma in questa ,come in tutte l’altre parti della letteratura, i più savj ederuditi pensarono a richiamare e rimettere in vista l’opereantiche prima di comporne delle nuove. Così si videro al-la luce tutti gli antichi storici greci, pubblicati prima nel gre-co originale, poi nella latina traduzione, e prima d’essi era-no stati stampati i latini Rufino, e Cassiodoro. Il Molanoconcorreva parimente alla cultura della storia ecclesiasticacon edizioni ed annotazioni de’ martirologj ; e il Balduino,e il Pitteo, tuttoché ingolfati negli studj giuridici, atten-devano all’illustrazione della medesima storia con edizioni,prefazioni, ed annotazioni ad Ottato milevitano , a Paolodiacono, ad Anastasio bibliotecario, a Niceforo, e ad altriantichi, e in varie guise si promoveva la lettura e lo studiodegli antichi storici, e la propagazione delle notizie, che ap-partengono alla storia ecclesiastica.
Ma i primi a produrne una piena furono i centuriatorimagdeburghesi, i quali meritano in verità molta lode peravere i primi tentata sì vasta impresa , e condottala a ter-mine con una felicità, se non intieramente compiuta, certomolto maggiore che sperare non potevasi da’ primi intra-
Storici delsecoli de-cimoquin-to.
Centuria-tori mag-deburghe-si ,