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rebbe stato più aggradito da’critici ed eruditi lettori colla sempli-,ce e seguita narrazione de’ fatti, corredata soltanto dell’oppor-tune riflessioni , senza tanto teologizzare , e troppo distrarsi inpolemiche dissertazioni, d’uopo è confessare che anch’in que-sto è assai più moderato de’ centuriatori, che solo ne’ primitomi è troppo sensibile questo difetto , e che ciò non ostantepossono giustamente compiacersi in quell’immenso lavoro iteologi, senza che ne debbano risentire gran dispiacere glistorici. Un’opera sì vasta non poteva di primo getto riuscireperfetta , ed esente d’ogni difetto . I ci itici posteriori n’hannotrovati parecchi d’inesattezza nella relazione de’ fatti, e nel-la fissazione de’ tempi e de’ luoghi : la mancanza d’alcunimonumenti posteriormente scoperti, Fuso d’altri poco sicuri,e la critica non ancor abbastanza severa l’hanno fatto cade-re in parecchi errori, che facilmente vi rilevano i moderni.Ma che contano questi fatti a fronte della vastità del pia-no, e della maturità nel digerirlo, dell’immensa copia dimonumenti in gran parte inediti, dell’infinità di profondericerche, e d’originali e sicure notizie, e di tant’altri impa-reggiabili pregi, che adornano la grand’opera deH’immortaleBuronio ? Noi giustamente riguardiamo con venerazione Eu-sebio per le memorie, che ci ha trasmesse de’ fatti e degliscritti de’ primi tre secoli della chiesa : di quale stupore nondovremo essere compresi al vedere il Baronio, che porta lamedesima diligènza ed, esattezza per ben dodici secoli, e al-cuni d’essi sommamente oscuri? Molti dopo di lui si sonoaccinti ad una simile storia ; ma per quanto dotti sieno sta-ti, ed abbiano goduto del vantaggio di nuovi e più sicuridocumenti, nessuno però è giunto a torgli il principato nel-la storia ecclesiastica; e i suoi annali sono e saranno sem-pre un’opera classica e magistrale da studiarsi da quanti se-Tomo VI. \ \ \ \