Storiadelle chieseorientali.
he Quieti.
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il giudìzio giusto dell’opere e de’ caratteri delle persone, lostile nobile e semplice, e molt’altri bei pregi rendono quel-la storia una delPopere che più onore fanno alla franceseletteratura, e che più hanno contribuito in questo secolo aconservarne il buongusto. Per dare maggiori lumi alia sto-ria s’aggiungono in ogni volume opportune note, e in alcu-ni anche utili discorsi e dissertazioni, che non meno prova-no erudizione profonda che critica giudiziosa. Non potè ilLongueval d'are alla luce che otto volumi, lasciandone duealtri quasi perfetti, e colto da immatura morte in età ancorfresca ebbe per continuatori i suoi confratelli Fontenai, Bra-moi e Berthier, che la condussero a diciotto; e tutti tre, mapiù particolarmente il Berthier, seguirono il Longueval nonsolo nella fatica di raccogliere i materiali, ma nel piano del-la distribuzione, nella critica, nell’erudizione , nel gusto enello stile, ed hanno ottenuta la sorte, a pochi in tali im-prese concessa, di finire un’opera, che da tante mani distesasi legga da per tutto con uguale piacere. Non si contentòl’attività francese d’apportare i suoi lumi alla storia ecclesia-stica della sua nazione, volle anch’estenderli a’ paesi rimotied alle chiese orientali. Al principio di questo secolo rivolsei suoi pensieri il le Quien alle chiese patriarcali ed all’altrevescovili dell’Egitto e dell’Asia. Già i bollandisti avevano invarie dissertazioni sviluppate le successioni di que’ patriarchi,ch’erano fin allora rimaste molto intricate, e il Papebrochioaveva inserito nel tomo terzo di maggio un trattato de’ ve-scovi e patriarchi di Gerusalemme, il Soller altro nel tomoquinto di giugno de’ patriarchi alessandrini, altro il Boschdegli antiocheni nel tomo quarto di luglio, ed altro de’co-stantinopolitani il Cuper nel primo d’agosto. Di questi (a)
(a) Imf. or. tolti. I.