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bourg la sua storia delle crociate, che con alcuni difetti nonlascia d’avere il suo merito; ed altri pure quella materia trat- 1tarono, onde potremo dire con verità, che l’illustrazione diquesta parte di storia ecclesiastica si dèe riferire a’ francesi ;e tutto prova quanto sieno stati questi diligenti e studiosinel conservare, e mettere in vista tutte le memorie dondepossa trar lume la storia ecclesiastica della loro nazione.
Questa premura non è stata realmente sì universale, sìattiva e sì fortunata nell’altre nazioni come l’abbiamo vedu-ta nella Francia, ma tutte però si sono preso per la lorparte molt’impegno per ottenere lo stesso intento. Dopo l’ac-cennate storie di sant’Isidoro, che non poco lume davanoper la cognizione delie cose ecclesiastiche della Spagna, sividero uscire anche ne’ tempi bassi ed oscuri alcune storie distorieeccie-chiese particolari di quella nazione; e la chiesa di Leon, laia spago*. c hJ esa d’Oviedo, la chiesa d’Iria e altre chiese ebbero ne’secoli undecimo e duodecimo le loro storie particolari di Pe-lajo, di Sampiro e d’altri scrittori, come tutta la Spagna fuillustrata colle note storie di Luca Tus e di Rodrigo Sime-nez, che cogli affari civili univano parimente gli ecclesiasti-ci . Ma venendo a’ secoli più illuminati vidersi nella SpagnaPadiiia. storie ecclesiastiche di varie sorti. Una ne diede il Padilla,che in due parti divisa, e distribuita in centurie, o secoli, vapercorrendo la serie degli avvenimenti ecclesiastici, e descri-ve per sette secoli la storia della chiesa spagnuola, e formala storia ecclesiastica della Spagna. Altra sorta di storia feceBiatco. per l’Aragona il canonico Vincenzo Blasco de Lanuza. Ave-va il celebre Zurita lasciata all’istruzione della posterità l’im-mortal opera degli Annali etAragona, e questi annali dopola morte del Zurita furono seguitati dal Blancos; ma nè l’u-no, nè l’altro s’erano innoltrati nella parte ecclesiastica, con-