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succo ; i quali si può giudicare che trasudino daivasi circolatori distribuiti al lungo delle pareti diesso vano: e tali materie accumulate là entro comein deposito, o spicciano poi fuori della pianta quandosi apre loro l’adito, o sono riassorbite di nuovo e ri-messe in giro da quei medesimi vasi che le aveano ivimesse in serbo , o da altri organi a ciò destinati.
4. 0 Poiché ciascun internodio, ciascuna cella,ciascuna parte di tubo confinata da diafragmi, ese-guiscono e mantengono la loro circolazione propriaindipendente e separata dall’altre parti circonvicine:dunque debb’ essere in ciascuna di tali parti unaforza vitale che spinga il succhio su e giù al lungodelle sue pareti. L’aver veduto riporti, che il flui-do sospende nei vasi il suo movimento, sol che lapianta sia tocca; è questo un caso simile afflitto aquello osservato dal Carradori (a) nella lattuga fio-rita e poi dopo in altre piante, simile alle bizzarriedella Dionea muscìpula, della berberis vufgaris, dellemimose, ed a tanti altri fenomeni analoghi , che lapiù dei Botanici credono essere effetto cfi una Irrita-bilità propria dei vegetabili, e probabilmente diversadall’ irritabdità animale Della suddetta forza non co-nosciamo ancora la natura ed il segreto meccanismo;frattanto veggiamo eh’essa esiste nelle piante, e cheviene in loro eccitata singolarmente dalla luce e dalcaldo; i quali appunto sonori principali motori del-la vegetazione, e però anche della circolazione sud-detta.
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(a) Società Italiana Tom. XII. p. io.