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Commentari sopra la storia e le teorie dell'ottica del cavaliere Giambatista Venturi
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Quella che chiamasi da noi propriamente Prospet-tiva, che forma oggi un ramo separato nellOttica,ed è il fondamento principale dell arte del Dipinto-re» appoggiasi tutta interamente a questa prima ma-niera dello apparir degli obbietti alla Vista . Si con-siderano in questa parte di Scienza i Raggi visualicome tronchi e spogliati d una buona porzione diquella lunghezza, che li suggerimenti del latto ag-giungono loro nella nostra immaginazione. Che taliRaggi sien tronchi da un Piano eli Prospettiva più omen vicino all Occhio, 1 Apparenza degli obbietti allosguardo è sempre la stessa; le parti varie del campovisibile serbano sempre fra loro, nell Apparenza, al-meno per un press a poco, quelle proporzioni digrandezza, che hanno i loro corrispondenti Àngolivisuali nell'Occhio. Basta solo, che sul Piano segan-te,'il quale nellArte diviene poscia la tela del Pit-tore, i colori sieno distribuiti secondo quella stessadegradazione di forme e di tinte, che esige l Appa-renza visuale dell obbietto. Tutte queste sono Appa­ renze , che lOcchio apprende colla virtù sua pro-pria, senza ajuto o consiglio del Tatto.

Esaminata sotto questo aspetto f Ottica di Eu-clide ( che. sembra essere pervenuta a noi secondola tradizione ossia la esposizione di Teone ), ed o di-messo ciò che v è in quest opera di puramente geo-metrico; non contiene essa che le prime più ovvie equasi grossolane osservazioni della Prospettiva .\ ìar antotto fra i Teoremi ivi enunziati sappoggianounicamente a j due seguenti Postulati . i ° Che Y An-golo attuo ossia la divergenza de due Raggi condotti