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Commentari sopra la storia e le teorie dell'ottica del cavaliere Giambatista Venturi
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al suo vertice in A. Per tutto il restante quarto dicirconferenza da A ad E, voi non riuscirete a dis-porvi i suddetti aghi della seconda Legione ( oriz-zontali) in modo che rivolgano ad O per la via del-la minima rifrazione i raggi paralleli ad S C.

Bensì potrete per es. sulla retta G 1 H situare unprisma orizzontale, che rifranga la luce verso O; ma1 asse di tale prisma dovrà esser posto obbliquo alpiano deir Alone e però anche ai raggi del Sole; equindi produrrà unangolo di rifrazione maggiore dia 3 . ( Lemma 4. 0 ) ; però sarà duopo allontanare il

suddetto prisma vieppiù da C, portandolo per es. inH, tanto quanto porta laumentato angolo di rifra-zione. Quanto più discendiamo da A verso E, peres. in L, maggiore sempre più diviene lobliquità delprisma come sopra capace di rivolgere la luce in O;sicché farà duopo metterlo ancor più lontano da C-,e sarà I(L > HI; e così di seguito discendendo.

Disponendo in tal guisa lungo il contorno AHKRgli spicoli della seconda Legione, non intendo chetutta la Legione far debba un simile esercizio; maintendo solo, fra le migliaja d aghi orizzontali chela compongono, far notare quelli che possono avereun effetto utile riguardo all occhio O.

La serie di tali prismi orizzontali, disposti comesopra, produce lAlone A Q BR, il quale à lasseorizzontale QR tanto maggiore di AB ossia DE,quanto può importare F aumentato angolo di rifra-zione in discendendo da A sino a R, od a Q.

In questa discesa, lobliquità dei prismi, sopra-tutto a Sole basso, può crescer tanto, che anche pri-

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