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Commentari sopra la storia e le teorie dell'ottica del cavaliere Giambatista Venturi
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questo assunto lo prova in gran parte colla forma e direzio-ne dell ombre dei corpi -, che Vitellone altresì considera

( Lib. a. 5- 9 > IO » l 7 . *40 Aìkindi con ciò istituisce

il paragone fra i raggi della luce , ed i supposti da lui raggivisorj lanciati fuori dellocchio; e trova, i . Che ambeduequeste specie di raggi sono rettilinee . a. 0 Che ambedue sene vanno dal punto di loro origine divergendo in guisa dicono . 3.° Come la luce più addensata e più forte rende piùchiaro un oggetto ; così 1 occhio vede meglio quel corpo sulquale può gettare i suoi raggi più vigorosi e concentrati inmaggior numero. 4° E siccome la luce per es. duna can-dela illumina più vivamente l oggetto prossimo alla medesi-ma, che non quando è discosto; del pari l occhio imprimepiù efficace la sua virtù visiva sopra un corpo vicino , chesul medesimo allontanato . 5.° Simile ad un segmento sfericoluminoso , la parte anteriore dell occhio lancia da qualun-que suo punto i N suoi raggi visuali tuttallintorno in istera ;quindi al lungo dellAsse ottico vanno tali raggi a percoterein maggior numero; e perciò la vista al lungo di quellAsseriesce più forte che per tutt altrove lateralmente allonta-nandosi dal medesimo asse . 6.° Come la luce , così anche iraggi visorj sono ripercossi dallo specchio piano che curvosotto un angolo d iucidenza eguale a quello di riflessione .

Congiungendo insieme il sin qui detto da Alkindi conquanto ho citato sopra a p. 3 - 2 . da Eliodoro e da Simplicio ;si riunirebbe forse la più parte di quanto avea Tolommeoinsegnato nel suo primo libro, intorno al paragone da Luiistituito fra i raggi della luce, ed i visorj dellocchio .

Ho letto eziandìo il Trattato ottico di Ticleo altro Scrit-tore Arabo , il quale è anche più meschino di quello d Al-kindi .

Passiamo a discorrere dAlhazeno. La Distribuzione ge-nerale della sua Opera, minutamente più solida di quelle