228
questo assunto lo prova in gran parte colla forma e direzio-ne dell ombre dei corpi -, che Vitellone altresì considera
( Lib. a. 5- 9 > IO » l 7 . *40 • Aìkindi con ciò istituisce
il paragone fra i raggi della luce , ed i supposti da lui raggivisorj lanciati fuori dell’occhio; e trova, i .• Che ambeduequeste specie di raggi sono rettilinee . a. 0 Che ambedue sene vanno dal punto di loro origine divergendo in guisa dicono . 3.° Come la luce più addensata e più forte rende piùchiaro un’ oggetto ; così 1’ occhio vede meglio quel corpo sulquale può gettare i suoi raggi più vigorosi e concentrati inmaggior numero. 4° E siccome la luce per es. d’una can-dela illumina più vivamente l’ oggetto prossimo alla medesi-ma, che non quando è discosto; del pari l’ occhio imprimepiù efficace la sua virtù visiva sopra un corpo vicino , chesul medesimo allontanato . 5.° Simile ad un segmento sfericoluminoso , la parte anteriore dell’ occhio lancia da qualun-que suo punto i N suoi raggi visuali tutt’all’intorno in istera ;quindi al lungo dell’Asse ottico vanno tali raggi a percoterein maggior numero; e perciò la vista al lungo di quell’Asseriesce più forte che per tutt’ altrove lateralmente allonta-nandosi dal medesimo asse . 6.° Come la luce , così anche iraggi visorj sono ripercossi dallo specchio sì piano che curvosotto un’ angolo d’ iucidenza eguale a quello di riflessione .
Congiungendo insieme il sin qui detto da Alkindi conquanto ho citato sopra a p. 3 - 2 . da Eliodoro e da Simplicio ;si riunirebbe forse la più parte di quanto avea Tolommeoinsegnato nel suo primo libro, intorno al paragone da Luiistituito fra i raggi della luce, ed i visorj dell’occhio .
Ho letto eziandìo il Trattato ottico di Ticleo altro Scrit-tore Arabo , il quale è anche più meschino di quello d’ Al-kindi .
Passiamo a discorrere d’Alhazeno. La Distribuzione ge-nerale della sua Opera, minutamente più solida di quelle