102, Lib. II. Caput XIIL
CAPVT XIIL
Nonnulli canones pro Tc Edorum in.clinatione , fubieffarum cante -rijs T* rabium^vulgo cordarumcompaginatione.
Vippe veteris Bafilicse incli-natum egregie fastigium^imbrium bene promone-bat effluuia, eiusdem, alio-rumque typum, subiectumexponet Diagramma.
Primum quidem ima decliuitas G, tan-quam norma vulgaris, nec tamen Vatica-nis adhibita fastigijs, delineatur 5 quam vti-que admittent angustiosa Tecta , ventisnon Vehementer afflata, praiditaque imbri-cibus , & stillicidijs, ore mutuo diligentercopulatis, veluti quassiuosa exiguae inclina-tioni appendice.
Cum vero Tecta latius exspatiantur, fre-ta duntaxat vulgari cliuo, iam superius in-dicato , inepta prorsus ea indicamus,- quia_,imbres e supremo ad infimum fastigiumco-piosi delabentes, ventorum impetu repressi,effluunt segnius, imbutseque deciduis lati-cibus fabriCL computrescunt, quibus vteatur obuiam, Tectum sublimius opportetassurgere vt in M , tumque suppetet auer-tendis vtiliter lympharum detrimentis.
Tertio Tectorum Vaticanae Basilica: in-clinationem omnibus anteponendam , &quibuslibet fastigijs a superiore non irriga-tis,licet valide aspirantibus etesijs, idoneampraesens exhibet Iconismus.
Quartum vero cliuiorum genus, prioriomnind consimile, solam trifariae decliui-tatis G,M,S, prodit varietatem.
Enim verotdrboribusin mire prolixam.»altitudinem luxuriantibus, aptissimisque_,ad uEdcs extruendas e nemoribus expor-tatis , quae fulciendis praesertim fastigijs,amplioribusque antris destinantur, Aulis-que, tam male solent ab Opificibus elabo-rari, trabes inuicem coniugandas, dissitos,que parietes amplexuras intersecare omni-no imperitis, vt saepe tanquam inutiles de-ferantur.
Libro II. Cap.XIII.
Illud
CAPITOLO XIII.
Regole per le pendende dellietti , e colle<iaZjione
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de Ile Corde .
I come le pendenzc dei Tettosopra Ia Basilica Vaticana ri-gettorno cosi brauamente loaeque, percio a benefizio pu-blico se ne da Ia Regola nel se-guente disegno, per seruirsenesccondo il bi/ogno.
La prima dimostrazione costituisce Ia pen-denza inferiore G, quasi regola commune, ehenon fü pratticata nelli Tetti Vaticani: si puo to-lerare ne’Tetti di curta tratta, e non soggetti astrauenti ma richiede perö vn’aslistenza delFot-timo copertime, cioe embrici, 0 canali beiioimboccati vno colPakro, per supplire ä quelloehe manca nella douutapendenza.
LiTetti spaziosi, & eminenti, superiori FvnalPaltro, ehe anno alie volte disposto i loro de-cliuij con ordinarie pendenze, a guisa della pri-ma dimostrazione sono imperfetti, & inabili,stante ehe Ia copiosi aequa vnita , ehe vienosuersata dal Tetto superiore, cade sopra 1’infe-riore. Aggionti poi gli accidenti dell’ impetide’vcnti, con la tenue pendenza , se neritardailcorso , e per conseguenza con facilita shntro-duce dentro gli Edifizij, come giornalmente sivede. Onde per euitare questoinconueniente ,vi bisogna vn decliuioerto superiore degli altri, come viene indicato dalle seconde dimo-strazioni se gnate M, e sara atto ad impedire Fef-fetto danneuolc.
La terza dimostrazione costituisce la penden-za consimile ä quelle ehe furono alii Tetti dellaBasilica Vaticana ; la quale pendenza si troua ef-fere lapiiipropria aqualunque sorte di Tetti,ehe non riceuono aequa da vn’altro superioro ,anche con impeti dei vento; effetto autenticatodalFesperienza seguita nelli Tetti della Basilica,come sopra.
La quarta dimostrazione, ehe costituisce la^pendenza G, e simile alia prima dimostrazione;feruc solo per far vedere la variazione delle trependenze G, M, & S.
Dopoche la Natura ha dato Festere aTegna-mi di sinisurata grandezza in cosi longo tempoper glivsidelFEdifizi/, quando sono recisi, &estratti da’Boschi, e condotti a'luoghi degliAbitatori, vengonoper lo piü resi inabili per ilpoco intendimento de'Mecanici , nel ridurli inquelle composizioni necessarie alie Fabriche :in particolare per quelli ehe sostentano li Tettistesi a coprire spaziosi Antri, e Sale, per noiu
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