Band 
Volume primo.
Seite
121
JPEG-Download
 

CAPITOLO SESTO.

121

la terra non è considerevolmente migliorata ; perchèsenza una grande migliorazione essa non può bastarea mantenerli. E necessario, per sormontare tutti gliostacoli che la natura delle cose oppone allo stabili-mento di un miglior sistema, una lunga catena di annidi Economia severa e di attivissima industria. Egliè d’altronde evidente che le terre di un paese nonpossono esser coltivate e migliorate, se il prezzo ditutte le produzioni che fa nascere 1’ industria umananon vi diviene sufficiente a coprire le spese di unacoltura e di una miglioranza completa,

« La fecondità della terra (1) è 1 ’ unica sorgentedelle ricchezze, ed il travaglio dell’uomo è l’agentenecessario per moltiplicarle (2). »

Dove le terre han prodotto quasi ogni valore egiacciono in abbandono, non può esserci che miseriae desolazione.

M. Hyde ( 3 ) dice, che 1 ’ ottavo giorno del mesechiamato Chonem-ruz , i Re di Persia deponevano ildi loro fasto per mangiare cogli agricoltori. Yenty (4)riferisce che nella China l’Imperadore in ogni anno,è informato dell’agricoltore che si è più distinto nellasua professione, e lo fa mandarino nell’ordine ottavo.Scrittori celebri hanno osservato che spesso le na-

ti) L. JD. E. Les Économiques, pag. 17.

(2) Noi non intendiamo colla scuola di Quesnay, che il suolo sia ilsolo produttor de’ valori , ma bensì il solo produttore delle materie primeil di cui valor è aumentato da quello della mano d’opera.

( 3 ) Traile de la Religion des Perses.

(4) Histoire de la Chine.

16