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LIBRO PRIMO.
zioni più colte hanno opposto degli ostacoli alla colturadella terra, quasiché avessero sconosciuto eh’ essaè la sola base solida e durevole della ricchezza dellenazioni (i).
Però, il dire all’onore dell’agricoltura che i Ro-mani trassero dall’aratro de’dittatori (2), che gl’im-peratori Chinesi presero successori da’ solchi, e eh’ e-glino stessi coltivavano la terra ; questi sono luoghicomuni di declamazione , i quali provano soltantoalcune private inclinazioni, talvolta irregolari. Il piùforte stimolo che inanimisca l’agricoltore al lavoro siè la speranza di una ricolta pacifica e di una renditafelice al coperto di una nuova gravezza. Gli sonoanche talvolta necessarii alcuni soccorsi.
Ma proteggendo e animando in tutte le maniere,Pagricoltura, non debbono perdersi di vista le ma-nifatture , perchè quando queste prosperano, la renditadel proprietario de’fondi è ben pagata, e riceve perciòsempre nuovo incremento (3).
Il campo delle manifatture è immenso, ed al suoconfronto quello dell’agricoltura diventa quasi imper-cettibile, quantunque sia di primo ordine per la suaimportanza; rare sono le materie gregge alle quali lamano d’opera non aggiunga nuovi gradi di comodoe di utilità, cc La mano d’opera, dice Ragonneau (4),
(1) Arthur Young, Baert, d’Ivcrnois, Parmenlier.
(2) Melon. Essai politichile sur le Commerce, Chap. XXIV.
( 3 ) Law. Considérations sur le numéraire; Cliap. VII.
(4) II-' Epoque, pag. 69.