LIBRO PRIMO.
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intermedii ; la moneta è la cosa, il commerciante èl’agente ( 1 ).
Da che la moneta che doveva servire a tutti icambii fu convenuta e adottata, il Commercio divennenecessariamente un intermediario tra f Agricoltura, el’Industria. A proporzione che questo favorisce semprepiù la riproduzione , e siegue le tracce di una cir-colazione rapida, la ricchezza della nazione commer-ciante va crescendo.
Vedremo altrove ( 2 ), che le città d’Italia salironoa somma prosperità per la sola potenza di un com-mercio attivo ed esteso, e che quando questo cambiòdi clima e di sito, esse caddero in una specie di nullità.
Quantunque la Spagna sia padrona di quelle pro-vincie d’onde si cavano l’oro e l’argento in grandeabbondanza , essa possiede questi metalli in minorquantità delle altre nazioni j locchè dimostra che leminiere di oro non arricchiscono così sicuramente unoStato , come il Commercio (3). Ivi abbondano 1’ oroe 1’ argento ove si crea e si consuma gran quantitàdi manifatture.
Il Commercio arricchisce i manufatturieri, perchè,quanto più facilmente ed in maggior numero son ven-dute le loro opere, tanto più essi travagliano, tantomaggior numero di opificii si eleva ; e questi fan vi-vere una maggior quantità di operai nel comodo enell’ abbondanza.
(1 ) Usici ri? , Timone etc.
( 2 ) Lib. II, Cap. V, di quest’opera.
(3) Huet. Le Commerce de Hollande.