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Volume primo.
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129
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CAPITOLO SESTO.

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Questo interesse nazionale non dev’ essere perdutodi vista ne’ Trattati di Commercio ; essi consistonodice Gioja (1), «. nella rinuncia totale o parziale deidritti di dogana, che a vicenda si promettono duenazioni, nel passaggio delle loro merci rispettive. «

Smith si è dichiarato contra i Trattati di Commer-cio. Questa reciproca promessa di concedere un van-taggio commerciale, per ottenerne uno corrispondente,sembra ad esso la rutìna grossolana e meschina dellapiù bassa classe degli artigiani, che si converte in mas-sime politiche per dirigere la condotta di una grandeMonarchia; perchè non vi sono che gli artigiani del-l’ultima classe, i quali si facciano una regola d’impie-gare a preferenza le loro pratiche. Un buon fabbricantecompra le sue mercanzie, senza aver riguardo a piccolevedute d’interesse di questa sorta3 egli le prende sem-pre ove trova le migliori, ed al miglior conto.

Gli scrittori che proclamarono la libertà illimitata,e vollero uniti sopra un solo mercato tutt’ i popolidella terra , si uniscono a Smith nel condannare ;Trattati di Commercio, per le due ragioni seguenti :cioè, i.° una Nazione, allorché vende a tutti i popoli,vende a massimo prezzo : allorché compra da tutti ipopoli , compra a prezzo minimo ; 2. 0 i Trattati diCommercio procurando de’vantaggi artificiali, distrug-gono i capitali dal corso più vantaggioso che segui-rebbero naturalmente.

(1) Trattati di Comrnercio 7 §. I.

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