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Volume primo.
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CAPITOLO SESTO. l33

ma F influenza dell’ amministrazione deve animarlitutti, proteggerli, sostenerli. Queste tre grandi molle,dice Ustarìz (1), l’Agricoltura , il Commercio e leFinanze fan muovere lo Stato •, la di loro forza èparagonabile a quella di tre ruote che si soccorronoe si sostengono a vicenda nel di loro cammino ; sel’azione dell’una diminuisce, le forze delle altre nonsono più intere, e l’inazione totale succede al declinareimpercettibile de’ movimenti.

cc È un errore, diceva Federico il Grande (2), dalquale parecchi scrittori celebri non han saputo preser-varsi, quello di dare una preferenza esclusiva all’Agri-coltura sul Commercio, o al Commercio sull’Agricoltura:tutto dipende dall’ assicurarsi bene del possibile pro-dotto di questi due agenti. Un finanziere che possedessetutti i talenti dell’insieme e de’particolari di ciascunramo d’industria, sarebbe prodigioso e Y uomo piùutile dello Stato. » È difficile ( 3 ) di eguagliare Colbertne’ dettagli e nelle grandi vedute del Commercio ; esarà diffìcile di sorpassare Sully negl’incoraggiamentich’egli diede all’Agricoltura (4). » Io non voglio ripe-

to pag. Vili.

( 2 ) Maxìmes politiques et philosophiques , Chap. IL

( 3 ) Thomas, Éloge de Sully, pag. 87.

( 4 ) Un finanziere che pretendesse regolare uno o parecchi popoli collaguida delle sole teorie generali, mostrerebbe di essere in delirio ; tali etante sono le particolarità differenziali di ciascun paese , che ogni Leggegenerale vi diventa inapplicabile , a meno che non sia spogliata de’suoicaratteri generali, e ridotta per dir così ad una regola di pratica. Le teoriegiovano per indicar la strada; ma non possono servir di guida.

11 sistema di Economia è come il sistema delle forze di una macchina;