CAPITOLO SETTIMO.
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CAPITOLO VII.
'Dello stato attuale della Sicilia , e dello statoche 'promette V esecuzione del Progetto .
Se con un poco di riflessione si percorre da unaparte la storia de’tempi e dall’ altra la superfìcie del-globo, si potrà senza molto stento rilevare come e per-chè molti popoli sieno al presente così barbari e me-schini come lo erano ne’ tempi ancor da noi molto lon-tani, perchè altri, dopo un periodo più o meno lungodi maestosa floridezza, sian caduti come per semprenella miseria e nella degradazione, e perchè altri infine,perduto l’antico loro splendore, e spogliati di ogni ric-chezza, languiscano nell’abbandono e nell’indigenza, soloperchè neghittosi ed incapaci di quegli sforzi che sareb-bero necessarii per riconquistare l’antica loro grandezza.
Tutta la parte interna dell’Affrica, e tutta quellaparte dell’ Asia che si trova ad una certa distanza alNord del Ponte Eusino, e del mar Caspio; l’anticaSvizia, la Tartaria e la Siberia moderna sembrano intutti i tempi essere rimaste nello stato di barbarie edi povertà nel quale noi le veggiamo al presente.
Si rifletta che il mare di Tartaria è il mar ghiac-ciale, il quale non è navigabile, e quantunque il paeseadiacente sia attraversato da alcuni de’più grandi fiumidel mondo , questi sono a distanza troppo grandel’uno dall’ altro perchè la maggior parte degli abitantisiano impossibilitati a servirsene per la communica-