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Volume primo.
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136
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156 LIBRO PRIMO,

zione ed il commercio. In Affrica non vi ha uno diquei grandi golfi come il mar Baltico e l’Adriatico inEuropa; il mar Nero ed il Mediterraneo così in Asiache in Europa ; e i golfi Arabico, Persico, e queidell’ India, del Bengala e di Siam in Asia, per portareil commercio marittimo nelle parti interne di questovasto continente, e i grandi fiumi dell’Affrica trovan-dosi troppo lontani gli uni dagli altri, non possonodar luogo ad una navigazione interna di qualche im-portanza. D’ altronde, il Commercio che una nazionepuò stabilire col mezzo di un fiume che si divida ingran numero di rami o di canali , e che prima dimetter foce in mare , attraversi un territorio stra-niero , non può esser giammai un Commercio con-siderevole , perchè il popolo che possiede questoterritorio straniero è sempre padrone di arrestar lacommunicazione tra quella nazione ed il mare. Lanavigazione del Danubio è di una debolissima utilitàne’ differenti Stati che traversa , come la Baviera ,F Austria , F Ungheria , in paragone di ciò eh’ essapotrebbe essere, se qualcheduno di questi Stati pos-sedesse la totalità del corso di questo fiume sino allasua imboccatura nel mar Nero.

Cartagine, Tiro, Sidone, Tebe, Paimira, non cihanno lasciato che il solo nome pomposo di una gran-dezza che più non esiste. I Fenicii ed i Cartaginesi, ipiù abili navigatori, ed i più esperti costruttori divascelli ne’ tempi antichi, non osarono che tardi ditraversare le colonne d’Èrcole, perchè senza la guidadella bussola, e nello stato d’imperfezione in cui era