CAPITOLO PRIMO.
i63
U indolenza in chi presiede al lavorio de’ principi!vitali del corpo politico, è cagione di disordine e dimorte. Che possa questa verità penetrare ne’ cuoridegli alti Agenti delle pubbliche Amministrazioni, eche abbiano essi a ravvisare nel languore di moltirami Economici non altro peccato che la trascuratezzae l’abbandono (1)!
Ora, per procedere con metodo, trattandosi di unoggetto importantissimo e fondamentale di Economiapolitica, e sul quale si eleva tutto l’edificio del mioProgetto , comincerò dal rapportare le nozioni chehanno date del Credito i più rinomati Economisti, equindi passerò a stabilirne i veri principii. L’applica-zione poscia e lo sviluppo di questi principii offrirannole dottrine più solide e più degne dell’ attenzione dichiunque ha a cuore la prosperità generale.
Il Credito è riputato da Smith (2) un’ operazioneper la quale una Banca anticipa una porzione de’ fondiriservati ai bisogni straordinarii, ed imprevisti, chealtrimenti sarebbero rimasti oziosi.
La base del Credito è la sicurezza sulle pubblicheconvenzioni. Allora abbondano il danaro ed i suoi equiva-lenti , e gli effetti quasi estinti divengono equivalenti (3).
<c Il Credito è poi, secondo Forbonnciis (4), la fa-
(1) Adamo Smith ha detto, che la protezione accordata dalle Leggiinglesi alle proprietà ha procurato a questo paese un bene maggiore deimali che gli sono stati cagionati dagli errori del Qoverno.
(2) Liv. II, Chap. II.
( 3 ) Melon , Chap. XXIII.
(^) E. Pari. II, Chap. X.