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Volume primo.
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LIBRO SECONDO.

§. VI. Osservazioni intorno alla teoria sul Creditosostenuta da G. B. Say, da de Simonde e daaltri Econoniisti.

Quandoque et ipse dormitat Homerus. Orazio , A. P.

G. B. Say definisce il Credito ( 1 ) : la facolta,che un uomo, im corpo, una nazione hanno dì tro-vare de*prestiti. E poco appresso egli dice : il Creditonon moltiplica i capitali. E altrove ( 2 ), per designarela situazione più favorevole nella quale una nazionepossa essere relativamente al Credito pubblico , lostesso Economista dice: questo ha luogo quando essaè sempre nello Stato d’ improntare, ma non impronta

giammai.

Ecco la definizione del Credito data da de Si-monde (3) <c il Credito è la facolta d’improntare. y> Eprima di dar questa definizione, aveva già detto : in-nanzi a tutto, egli è essenziale di stabilire nel fattoche il Credito non crea mai alcuna ricchezza nuova.

Dalle definizioni di questi due Economisti sirileva eh’ eglino hanno riguardato il Credito nel solosenso passivo. ‘ Or il Credito in questo senso non èche un essere astratto , una pura facoltà, c, se sivuole, il godimento o il possesso di una semplice opi-nione favorevole.

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( 1 ) E, png. 463.

(q) C. Chap. XXX.

(3) N. Liv. Y, Chap. VIH.