CAPITOLO PRIMO, §. VI. l85
Ma che significa stabilire nel fatto che il Creditonon crea giammai nuove ricchezze? Qui pare che ilde Simonde parli del Credito di fatto, del Credito diazione , insomma del Credito attivo. Or noi abbiamoprecedentemente dimostrato, che questo Credito nonsolo è creator di ricchezze , ma possiede la forza ditrasformare le ricchezze artificiali in ricchezze reali.
E se anche vogliasi parlare , non del Credito at-tivo, ma del passivo, allora non solo è vero che nonx crea veruna ricchezza nuova , ma è pur anche im-possibile che la crei. La natura del Credito passivonon solo esclude ogni azione, ogni uso’, ma ben an-che il possesso delle ricchezze che si aggiungono alleproprie col mezzo del prestito’, in somma è la facoltad? improntare che ha colui il quale non improntagiammai (i)i
Ma quando G. B. Say dice : il Credito nonmoltiplica i capitali, non vuole egli parlare del Cre-dito attivo ? E se parla del Credito passivo , comeragionar della forza di moltiplicare i capitali, chequesto Credito non possiede?
Se in un commerciante concorrono tutte le condi-
(x) Un proprietario di ricchi fondi può godere del Credito passivo,ma facendo de’prestiti per dissipai-e, non goderà mai del Credito attivo.Supposto il prestito o il passaggio di valore da colui che lo fa a colui <che lo riceve, l’uso di questo valore deciderà della natura del Credito;l’uso produttivo sì associa al Credito attivo, l’improduttivo al passivo. Seil passaggio non ha luogo, allora il Credito consiste in una mera e sem-plice opinione, che non influisce in nulla nè sulla consumazione, nè sullariproduzione de’valori.
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