CAPITOLO SECONDO, III. 2^5
è cosi che debbono essere considerati gl’ istrumentidelle contrattazioni.
Quest’istrumenti, quanto più sono a disposizionedell’uomo, e quanto meno dipendono da potenze stra-niere, tanto più eminenti servigi rendono, e tanto piùgrande è il favore che debbono godere.
Di fatti, essi si moltiplicano e si_proporzionanoai bisogni della circolazione : nè questa deve attendereda regioni straniere gli agenti delle sue operazioni.D’altronde, quando il di loro numero addiviene esu-berante , e può nuocere ai benefìcii della riproduzione,per la ragione che son divenuti istrumenti oziosi, siritirano facilmente , e facendosi scomparire dalla cir-colazione , P equilibrio si ristabilisce colla massimarapidità (1).
Dove il Commercio non riconosce altro ministerodi circolazione che quello della moneta, il suo camminoè stentato, e talora, se non si arresta, almeno si pa-ralizza e s’illanguidisce *, laddove che un Commercioche si avvale di questi titoli di Credito , è libero esprigionato da ogn’ impaccio, e può, non solo molti-plicare le sue operazioni, ma ripeterne ciascuna piùvolte nel corso di un anno.
Chiunque conosce gli effetti di una circolazione
(1) Però quest’operazione dev’esser fatta colla massima sagacità eprudenza. Gl’istrumenti delle contrattazioni influiscono sul valore di tuttele produzioni, e se improvvisamente venissero a mancare in gran numero,il sistema Economico e Finanziere del paese ne riceverebbe una scossaviolenta.