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LIBRO SECONDO.
barazzi delle sue Finanze, e il gusto innato de’Francesid’impiegare il loro danaro sullo Stato.
Queste Rendite, costituite sulla città di Parigi,montarono a 6,525,600 lire ( interessi 543,800 lire ).
Francesco II, che regnò un solo anno, fece unacreazione di Rendite di 996,000 lire ( interessi 80,000 ).
Caterina De’ Medici, Reggente durante la mino-rità di Carlo IX suo figlio, diede la carica di Soprin-tendente di Finanze a Artur de Cosse, e qui cominciala serie non interotta de’ Ministri delle Finanze.
Alla morte di Enrico II, lo Stato doveva 40,000,000,presso a poco il doppio della sua Rendita lorda an-nuale. Il Regno di Carlo IX fu un Regno di con-troversie religiose, d’intrighi, di torbidi, di confusione;e gli Storici, occupati, di tutto ciò, non ci hanno lasciatoverun raguaglio delle Finanze. Pare che Artur abbiaavuto sovente ricorso ai prestiti in Rendite perpetuesulla città di Parigi ; in 14. anni ebbero luogo venti-sette creazioni di Rendite : totale 21,528,000 lire —interessi 1,794,000 lire.
Nei i5 anni del Rogne d’ Enrico III ci furonosette creazioni di Rendite, sempre sulla città di Parigied al medesimo interesse : la somma totale fu di11,184,000 lire — interessi 902,000 lire.
Il posto di Soprintendente di Finanze procuratoa Francesco cV O , uomo carico di debiti, perdutodi opinione, vizioso e fiero de’ suoi vizii, apri uncampo immenso alla dilapidazione, ai furti, ai falli-menti e a tutte le soperchierie che poteva dettareuna insaziabile avidità.