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Volume primo.
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410
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LIBRO SECONDO.

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che fummo, di ciò che siamo, e di ciò che possiamo

un giorno divenire. Chi non sente il vigor delle proprieforze non è capace di grandi cose. Io non ardiscodi dar consiglio a chi ne abbonda ; ma seguendo letracce di questo piano intendo d’incoraggiare i mieicompatriotti Napolitani e Siciliani, secondare le alteprovvidenze del Governo, e rinfacciare a coloro chenon ci conoscono, Fingiustizia degli oltraggi dei qualici ricolmano.

La rinomanza della sua prodigiosa fecondità dase sola è bastata a sostenere il Credito del nostropaese da pari a pari con quello de’ popoli Europei, checi hanno di gran lunga avanzati nell’ Industria e nelCommercio. Considerato sempre come una minierainesauribile di ricchezze , esso è stato più volte lapreda di Dominatori Stranieri; ed agitato sovente dapolitiche tempeste, quando la calma è ritornata, ibisogni di straordinarii soccorsi per portar riparo aiguasti de’ passati disordini hanno obbligato a misureordinariamente gravose.

Vaglia il vero, da Carlo III in poi l’Ammini-strazione è stata delle più regolari, ed assai lontanadal meritare il rimprovero della profusione. La pru-denza e la saggezza di quel Re, il cui nome saràeternamente caro ai Popoli delle Due Sicilie ci assi-curarono lunghi air i di prosperità, e noi ne avremmosenza dubbio goduto , se non ci fosse stata involatadagli avvenimenti provocati dall’ altrui follia. Peròquelle opere di grandezza e di utilità generale chesono fatte per -trionfare delle ingiurie de’ secoli più