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Volume primo.
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433
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CAPITOLO QUARTO, (J. V. 433

i debitori poco delicati se ne servono per pagare i lorocreditori; se ne vieta lo scontò a più di 6 per cento;se ne sopprimono gl’ interessi; si convertono in Bigliettidi appaltatori generali coll’interesse al 5 per 100, epoi in rendite perpetue ; quei che non erano staticonvertiti si assoggettano al bollo del Prevosto deimercadanti di Parigi sino alla concorrenza di 72 mi-lioni, e gli altri sono accumulati. Un errore strascinaall’altro, e tutti rendono più difficile il rimedio. Ilrimedio in simili casi è di guarire 1’ opinione enon di renderla più inferma ; il rimedio è di faretutt’ i sacrifici! per essere giusto e conseguente ; ilrimedio è di offrire ciò che si domanda, il nume-rario effettivo.

Il sagace finanziere con accorti provvedimentipreviene questo stato di cose ; ma, a dispetto di tuttiali sforzi umani, alle volte il disordine nasce comeper azzardo : tutto il talento del finanziere consisteallora ad attaccarlo nella sua radice, ed a farlo sparirenascendo.

Nel 1716 la rendita lorda del Governo franceseera di i65 milioni, e i debiti di 1,977 milioni, cioèsi era in debito di 12 anni di rendita.

Nel i8i5, la rendita era di 570 milioni, il debitodi 3,235 milioni, cioè si aveva un debito di cinqueanni e due terzi di rendita.

Dunque nel 1715 il debito pubblico era il doppiodi quello del 1815.

E pur tuttavia la Francia è stata lacerata da tanteguerre e da tanti disordini : ciò prova 1’ esistenza delle