LIBRO SECONDO.
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rapido, la quantità delle forze necessarie a produrnela durata, l’insieme delle diverse evoluzioni; e tuttosi rapporta al risultamento. A proporzione che nellamacchina s’impiega un minor numero di mezzi eduna più tenue forza, e si ottiene un più rapidomovimento, la macchina si dirà più perfetta, E perdir tutto in poche parole, la macchina che sia lamigliore di ogni altra è quella che offre sciolto piùfacilmente il problema, che può dirsi il solo edultimo oggetto della meccanica trascendente : Comporreuna macchina ( questo è il problema ), che col mi-nimo de’ mezzi produca il massimo degli effetti.
Questo problema è comune alle macchine politiche,se non che queste offrono sovente una complicazione
che ne illanguidisce il movimento, e le molle che loproducono possono divenire cagioni disturbatoci. Eccoperchè queste macchine, più che le macchine fisiche,o presto o tardi danno segni della loro imperfezione ,i germi della quale, è corsa un’opinione tra’politicie moralisti divenuta ormai un adagio , che ne sienoindispensabili, e che il disordine , il male sia un partoinseparabile da ogni umana istituzione. L’ uomo èimperfetto, si è pur troppe volte ripetuto, e tuttociò eh’ esce dal suo ingegno, dal suo cuore e dallesue mani, deve portar seco 1’ impronta della suaimperfezione.
Noi, senza tirar più oltre questa figura e desi-derosi di uscirne , diciamo che, togliendo a questeteorie tutto ciò che hanno di specioso, e riducendolealla più semplice e più vera espressione , Y uomo