2-H LIBRO terzo.
di loro fortune, ed al contràrio i grandi intraprendi-tori si avanzano rapidamente all’acquisto di prodigiosericchezze.
Io potrei ancor soggiungere delle osservazioni sulribasso dell’interesse del numerario, conseguenza delvero stato di prosperità ; potrei ricordare i beneficiiche il Governo sarebbe in grado di ricavare dal ri-scatto de’debiti antichi contratti ad alta ragione, im-piegandovi le somme di debiti che contrarrebbe aragione più bassa; potrei riflettere che la sollecitudinedi ammortizzare non offre verun vantaggio, ancorchéle Obbligazioni si dovessero estinguere alla loro sca-denza a prezzi alterati ; ma tutte queste > e le altreosservazioni analoghe i Lettori potranno da loro me-desimi ricavarle da quanto si è detto precedentemente.
Che la prosperità della Sicilia dunque sia purrapida, è il voto che io fo, e che meco faranno tutticoloro i quali nelle tenebre'dell’avvenire non veggonospiriti maligni e streghe, ina genii amici, c fate gen-tili e generose.
Conchiuderò questo argomento con un dilemma.O la prosperità della Sicilia sarà lenta , o rapida. Selenta, non produrrà ahi esagerati nella Borsa , ed ilGoverno, senza il danno che si teme, può abbreviareil periodo dell’ Ammortizzazione riscattando i fondi. Seè rapida, allor la Sicilia potrà senza risentirne danno,anche dopo breve tempo, concorrere con mezzi straor-dinarii ad ammortizzare il suo debito, per godere inpace della prosperità.
Aggiungo che nel caso di lenta prosperità il si-