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LIBRO TERZO.
Ma per non fermarmi a queste osservazioni ge-nerali , che dietro tutto ciò che abbiam detto, sa-rebbero pur troppo sufficienti, percorrerò rapidamentele idee che abbiamo raccolte nelle obiezioni, ondela verità comparisca più luminosa , e trionfi dell’ er-rore e de’pregiudizii.
Tutto ciò che si è detto o della cattiva influenza,o della depreziazione de’ Biglietti di Banca, è il risul-tamento o della prevenzione , r "o della cattiva informa-zione, o infine delle circostanze particolari, le qualinuli’altro dimostrano se non l’abuso e l’impruden-za , ovvero il non aver saputo proporzionare al biso-gno i mezzi da soddisfarlo. Ecco perchè Franck'lirt ,indirizzando la parola ai detrattori de’ Biglietti diBanca , dice : '« questa opinione che la contrada siastata rovinata dai Biglietti di Banca, sembra esseredel tutto speculativa, e non fondata che sulla cattivainformazione in materia di fatto y> , e poco appresso« particolari circostanze nelle Colonie della Nuova In-ghilterra hanno renduto la Carta-moneta meno necessa-ria e meno conveniente ad esse. » Del resto l’uti-lità de’ Biglietti di Banca è oggigiorno così general-mente’ riconosciuta, che il contrastarla desterebbe ,non saprei dire se piuttosto riso che pietà , e nellastessa America quando l’emissione fu regolata daiveri e precisi bisogni , i vantaggi che se ne trasserofurono prodigiosi. Ascoltiamo lo stesso Francklin ».Verso quest’ epoca (1) , egli dice, il popolo domandò
(1) Presso a poco nell’ anno 1729.