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Volume secondo.
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CAPITOLO QUINTO. 325

le nostre Canape , le Pelli, i nostri Minerali, insommale nostre materie greggie, per aggiungervi la loro manod’opera, e ricondurcele sotto quelle forme che nefanno gli oggetti de’ nostri bisogni, del nostro comodoe del nostro lusso ; e così quello che avevamo ven-duto per due, per quattro, lo ricompriamo per otto,per dieci, e spesso ancora di più.

Ma quali sono i nostri mezzi in cosi degradantee sfavorevole mercato ? I prodotti della terra, e gliscarsi oggetti che ci vengopo dai miseri sforzi dellanostra Industria moribonda. Questi prodotti e questioggetti, da una parte diminuiti e degradati per illanguore in cui siamo caduti, e dall’altra offerti in.maggior abbondanza ed in miglior qualità da coloroche ci fanno la guerra della concorrenza, ci minaccianodi abbandono, ed a traverso le tenebre del futuropar che si travegga sorgere P epoca di più amaresventure (1).

O io m’inganno, o gl’ Italiani istruiti dal maleche ci preme, volgeranno a questo abbozzo lo sguardoatterrito, e con mano ferma e costante si sforzerannodi prevenire la rovina che ci minaccia. Io lo spero

(1) È sorprendente lo sviluppo che va prendendo l’arte di m af-fatturare Stoffe e Lanerie nel Piemonte dopo la riforma delle Tariffedoganali , e dietro gl’ incorraggimenti accordati simultaneamente da quelGoverno paterno. I Piemontesi sono stati li primi a dar prova di accortezza ■nell’ adozione del Sistema proibitivo. Spero che lo vogliano anche esserenell’ adozione del Sistema delle Banche e del Credito che offro parimentialla di loro perspicacia come il più ricco de’tesori per animar la lor* •Industria, la loro Agricoltura , ed il di loro Commercio.