LIBRO TERZO.
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ed essenzialmente gravosa, io mi fermai a quella diun debito pubblico. Allora dissi tra me : Colle sommedi questo debito si possono costruire le vie pubbliche,e la Sicilia può sgravarsene di poi con una progres-sione lenta, che gliela renda pressoché insensibile.Quest’ idea mi arrise , e ne feci 1’ oggetto ‘di un esamelungo e maturo. Nell’ istituir tale esame , trovaiche questa lenta progressione avrebbe così aumentatola somma degl’ interessi, che infine il capitale im-prontato si sarebbe tre o quattro volte pagato. Pensieroche mi atterri, e che richiamò tutta la mia atten-zione (i). Vidi che se la Sicilia faceva questo sagrificio,ne trovava un largo compenso nella carriera che se leapriva in un sistema ricco di risorte : ma questa
veduta era troppo generale per fissarmi fortemente,e per .trovarvi un compenso reale e proporzionato.Ricorsi al calcolo, e mi fu facile di scoprire che colrisparmio de’ trasporti la Sicilia riceveva da una partemolto più di quello che dava dall’altra ( 2 ). Quest’ideafu come un baleno , che squarciando il buio delle te-nebre fa scoprire oggetti da prima non veduti.
Giunto a questo grado di scoperta, io mi domandai:
(1) Questo pensiero atterrisce chiunque non sappia istituire i vericalcoli di Economia. Non bisogna guardar il dettaglio, ma 1 *insieme dellecose , e fissarsi sempre aj rjsultamento : così non sorgeranno quelle ombre,die son fatte per atterrire i fanciulli ed i vecchi che sono rimbambiti.
(2) Per me è una massima fondamentale, clic negli affari di Economiae di Finanze i calcoli valgono più de’ragionamenti ; ma i calcoli peressere esatti debbono istituirsi sopra fatti conosciuti c determinati , e nonsulle supposizioni.