354 LIBRO TERZO,
valor delle terre, e di ridarlo a quelle che lo hannoperduto. Campi immensi giacciono abbandonati edeserti, sotto una Soggiogazione desolatrice, e chemi sia permesso di chiamare forza parasita , che apoco a poco ha consumato il succo fecondatoredell’ Agricoltura Siciliana.
È troppo crudele , e dirò pure è troppo umilianteveder da una parte somme immense rappresentareun Credito sterilissimo, e dall’altra fondi indefinitiformare una sterilissima ricchezza. E tutto questodisordine che attacca la sorgente della riproduzione,,e dirò meglio, che rode a poco a poco la sostanzastessa della fortuna, risulta da una specie d’incan-tesimo di servitù, mostro che si guarda con terrore,ma che non si ha la forza di attaccare e di distruggere.
Il creditore grida, il debitore geme *, tutti duesi guardano sdegnosamente, si minacciano, e questoapparecchio di guerra finisce col farli cadere entrambiin abbattimento , scoprendo all’ uno e all’ altro lapropria debolezza. Ecco dunque tesori immensi chesi olfrono alla mano dell’uomo, ma la mano dell’uomogli sdegna, perchè non ha la forza di coglierli, d£metterli in movimento ; c finché dura questo abban-dono , quei tesori sono come tanti scogli in unmare sordamente tempestoso, con tra i quali andrannoa poco a poco a rompersi tutte le fortune.
E pure, un’operazione tanto difficile e di tantaimportanza legata al mio progetto, addiviene nonpiù un problema complicato, ma un semplice postu-lato di Economia. Io lo concepirei a questo modo r