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[Volume primo e volume secondo.]
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modesto oltremodo e di so malfidente, non vergognarsi di ricor-rere all’ opinione di alcuni dot-ti, fra’quali nominerò quel labo-rioso Spiridione Blandi , di cuipiangesi ancora fra noi 1’ immatu-ra perdita. Aveva inoltre affabileil tratto ed una serenità di volto,da cui traspariva quella dolcezzae pieghevolezza dell’ anima sua,che il fe’ sempre vivere altrui van-taggioso e a se medesimo disgra-ziato.

Gio. Veludo.

ANGUILLESI( Giovanni Do-menico ) poeta, nacque nel castel-lo di Vico-Pisano il di 28 apri-le 17G6, e bambino fu portato da’suoi all’ altro vicino castello di Cal-cinala, che ebbe ed amò come pa-tria . A’ 12 in i 5 anni mostran-do lampi d’ingegno fu mandato aPisa, ed ebbe maestri nelle lette-re Giuseppe Lupetti, e nella filo-sofìa Cristoforo Sarti : studiandoposcia nel gius per volontà de’ suoiebbe laurea in ambo i diritti a’ 1 qanni di età 5 ma seguendo la forzadella natura diedesi con più amo-re alle cose delle lettere e dell’ i-storia : nella sacra singolarmentesi fece innanzi, e gli fu scudo con-tro gli errori de’ tempi, sendoglimaestro ed autore, il p. Fassini.Ma docile a’ voleri de’ suoi, co-strinse sè stesso nella pratica ahi!quanto spinosa del foro ; se nonche la fortuna aiutò la natura : an-che il suo avvocato era a malin-cuore tra le liti e i processi e pre-feriva la quiete delle lettere : unabella compagnia di giovani col no-me di PoLentofagi volle Giovannidel suo numero, ad agitare il sa-cro fuoco degli studi ed a leggereversi : fu applaudito tra gli arca-di di quella prima colonia, dov’eb-be nome fremite Prienense : fucaro a Luisa Cicci giovine damapisana fra gli arcadi Erminia Tin-daride. Venne la morte a mietere

sul fiore la vita di quella éortésòdonna,ed egli caramente la piansene’ versi e la encomiò in prosa to-scana ( 1 ).Tornato l’ordine, che erastato sconvolto anche in Toscana,recitò nel 1799 un’ Orazione poli-tico-morale che piacque al Betti-nelli : e poco appresso diede pelprimo tradotto all’ Italia il Ge-nio del Cristianesimo , che nel-la nuova veste non perdette dipregio (2) . Le poesie di lui, trale quali è lodato un sonetto inmorte di Leopoldo li imperato-re, vennero in luce nel Parnasodei poeti viventi. Nel Giornaledi Venezia di molti elogi degna-ronle l’avvocato Bramieri e il de-Coureil ; a Monaco a Londra ( 3 )ed altrove furono bene accolte jtalché in una seconda edizione ab-bracciarono un intero volume diquella raccolta* quando prima ve-nivano in un solo con quelle delMinzoni. Il turbine delle cose fuper trarlo fra l’armi seguendogl’inviti del generale austriaco,che occupava la Toscana dopo laprima ombra di repubblica ; mal’amore della patria, de’suoi, degliamici, lo trattenne questa voltaed un’altra ancora* che larghi pre-ndi in altro suolo gli si offerivano.Rimase, ed ebbe ufficio di segreta-rio del commissario de’ reg. spe-dali : rinnovatosi nel 1807 il giuo-co del ponte fu segretario dellaparte boreale , pose sua opera a

(1) Elogio storico , che precede laedizione delle poesie della Cicci 179Stip b Bodon.

(2) Il Chateaubriand ringraziò perlettere l’autore della sua fatica, e loinvitò a tradurre eziandio i suoi Martiri.

Nota dell Editore.

( 3 ) La collezione delle poesie, incui sono inserite alcune di quelle del-l’Anguillesi, con una breve notizia bio-grafica dello stesso, è stata stampala inIjondra .ne! 1802 da Cox figlio e Barlis,col titolo : Fiore della Poesia Italianadel secolo xvm.

Nota dell Editore.