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Nell’anno susseguente calati iFrancesi in Italia, non si guardòda immischiarsi nei moti di Reg-gio, di Modena e di Bologna, madisapprovando senza riguardo iprocedimenti della fazione in al-lora dominante, andò carcerato inMilano ; ed essendosi posterior-mente con altri Italiani oppostoalla riunione del Piemonte con laFrancia, fu rinchiuso nella citta-della di Torino. Condotto a Gre-noble, e ricuperata la libertà, dies-si a peregrinare per la Francia,sebbene con qualche disagio, man-candogli i soccorsi delle proprierendite, finché offertagli da Ju-bert generalissimo dell’ armatafrancese in Italia il grado di capi-tano se lo aggiunse allo stato mag-giore : ma mancato Jubert nellabattaglia di Novi trasse a Cuneonell’ottobre di quell’anno stesso,per riunirsi al quartier generaledi Championnet. — Due volte ilFantoni ebbe parte in notevoli fa-zioni, e comportossi onoratamente.Ordinò anche una schiera di gio-vinetti i quali disciplinò nelle armie come duce guidò qualche tem-po (i). Trovandosi chiuso in Ge-nova con Massena, in virtù deipatti stretti con gli Austriaci, neuscì. E in Genova in mezzo a queltumulto di guerra pose a stampauna Decuria di Odi intitolandolaa coloro che avevano serbato purala mano e il cuore nell’ ultimo fa-tale decennio . Dopo la battagliadi Marengo ripatriò con gli al-tri compagni di sventura, e nel1800 dal provvisorio governo To-scano fu creato professore di elo-quenza in Pisa, ove insegnò conmolto plauso e favore, particolar-mente della gioventù, dicendo me-glio all’ improvviso che con pre-ti) Questa schiera di ragazzi egli so-leva chiamare il Reggimento della Spe-ranza, e per esso scrisse un inno cheincominciava: Ora siam piccoli, ma cre-sceremo, ecc. Nota dell Editore.
meditazione : ma perchè dai pre-cetti rettorici trascorreva soventea deputazioni in materie di sta-to, cessata quell’ amministrazionetriumvirale, fu dal susseguentegoverno d’indole a quella tuttadiversa, licenziato, onde ritrassesia Massa di Carrara . Finché ivistette, posposte le Muse, dilet.tos-si a tradurre, dalle versioni latine,per quanto opiniamo, alcuni Dia-loghi di Luciano, bramando forsea imitazione del suo diletto auto-re piacevoleggiare e pungere i cor-renti vizi, che la sferza del satiri-co usar crudelmente. Pochi annidopo era dal governo Italico elet-to a segretario perpetuo dell’ac-cademia di belle arti di Carrara;e per la dottrina nelle arti istesseacquistata, e per lo squisito senti-re in quelle, introdusse belli e nuo-vi ordini d’insegnamento e disci-plina, sicché quell’ accademia daumili principii alzossi in breve acerto splendore fra le altre d’Ita-lia. E perchè bene conosceva chele arti facilmente, si viziano o in-salvatichiscono se dalla scienza nonsi appresta loro nutrizione e soccor-so, rinunziando liberalmente al-1’assegnato stipendio , operò chefosse eretta una cattedra di storiae mitologia : esempio non comu-ne, ove il più degli uomini indif-ferenti ai pubblici vantaggi, delproprio solo non che solleciti, avi-di si mostrano. Aggregato lo statodi Massa a quel di Lucca, fu dalgrado di segretario a quello dipresidente promosso da Elisa ;manon soddisfacendogli troppo quelgovernare mezzo militare, mezzofemminile e tutto dispotico, deli-berò fermarsi nel regno italico,ove essendo l’amministrazione del-la cosa pubblica pressoché tutta inmano di nazionali, se non rattern-pravansi abbastanza i rigori diquella dura dominazione qualchedignità pur nell’ obbedienza ri-maneva.