da lui ricercato, e su quello po-se gli occhi e la mente, anzi ilcuore, tanto che della sposa parvedimentico affatto : di che lamen-tando il padrone di casa, egli ri-spose, ecco un libro desiderato ;ninna cosa a me più dolce che diaverlo per mio : ed il padrone, ab-bilo , soggiunse, che nulla mon-ta ; ma del tuo onore ti caglia edella tua sposa. Il Barotti era pursempre tra’ libri : quanto a poesiaraccolse le rime sdrucciole , ondevenne il Dizionario nuovo e copio-so stampato a Venezia nel 1735 in4 - per cura del Baruffaldi: e la Poe-tica del Vida voltò in versi italiani,coni’è a vedere dal saggio recato'ne per monsignor C. E. Muzza-relli nel Giornale Arcadico (Tom.Llll.pag. 298 eseg.). Fu membrodell’accademia della Vigna, il cuionore sostenne con prose e versicontro 1 ’ altra della Selva. Poichéil Baruffaldi nel 1729 venne arci-prete a Cento, gli mancò uno sti-molo a poetare : pure ne’ ricerca-menti campestri tolse a porre inversi i soliloqui tribuiti a s. Ago-stino , e di note arricchì il poemadi Bertoldo, non essendogli pia-ciuto di venire in ischiera co’poe-ti. La pro=a, la filologia e l’istoriapiù l'occuparono: formò delle ta-vole cronologiche dal principiodel mondo sino all’ anno 8 o 5 del-l’era nostra, seguendo nel resto lagexaeologia de’ sovrani; e se l’isto-ria del llollin non appariva, era suodivisameuto di dare la istoria u-uiversale. Tolse a mostrare gli er-rori di Francesco Biacca rispettoa’ luoghi di Gioseffo Ebreo toccatidal Calino : e dichiarò i canti delFurioso, co co è a vedere nell’ edi-zione corretta del Pitteri, 1766; equelli della Secchia Rapita, comenelle edizioni del Soliani, 17 44 -Difese gli scrittori ferraresi dalleaccuse mosse nelle Osservazioniall'eloquenza italiana del Fonia-nini (Ferrara pel Barbieri 1370),
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dove sono altre prose di lui loda-te da chi scrisse la sua vita; ac-cennandosene delle inedite nonispregevoli su materie di rettorica.Nel 1738 fatto de’savi del magi-strato, consigliò l’erezione dell’ ac-cademia del disegno, aprendosi laquale disse una bella orazione, ene dettò poscia le leggi. Fu a Ve-nezia per bisogno di frumentonella carestia, e soddisfece all’ u-niversale; scoprì trufferie alle pu-bliche casse ; ed ebbe dalla lega-zione e dalla città ufficio di prove-ditore per le truppe tedesche, chesvernarono a Ferrara. Sulla finedel 1743 fu a Bologna pel contodelle spese di milizie estere •. nèaltro bene ritrasse da tante fati-che, se non se di non avere solda-ti nel suo casino. Contento di ser-vire la patria, non curava più inlà; tanto che invitato a Torino, aNapoli, a Padova con buone pro-visioni, si ricusò. Diede sua operaalla formazione di una nuova bi-blioteca publica, e ne fu fatto cu-stode il 5 Giugno 1 747 : e fu lodedi lui l’averla cresciuta coll’acqui-sto de’ libri di casa Bentivogiio,de’quali fu arbitrato a dichiarar-ne il prezzo, quando i due pe-riti forestieri disconvenivano. Ri-formata del 1771 l’università, eb-be per Clemente XIV onorato ri-poso. Guardando ai bisogni delsuo paese, aprì il cuore al cardinaleBarni legato, che a’conforti di luiistituì un magistrato d’ acque.Membro di quel corpo e segreta-rio vigilantissimo, sodisfece a dueuffizi, che parevano incompatibili;conferendo con Romualdo Berta-taglia, insigne idraulico, potè darfuori nelle contese co’bolognesidelle scritture in risposta a quelledel Manfredi e de’consorti, ed al-tre a sostegno della proposta delVandelli sulla diramazione delTartaro nel Po lombardo : altrerimangono inedite, e sono ili tan-to numero, che fa maraviglia.