e con parecchi manoscritti eli Lo-dovico Ariosto, de’ due Giraldi ,di Alberto Lollio, di Antonio Mu-sa Brasavola, di Alessandro Sar-di, de’ Guarini, di Torquato Tas-so ec.; quali autografi , quali ine-diti, La pubblica Biblioteca arric-chita per lui di un legato di 64volumi di autori legali di causeferraresi, ne acquistò nel 1784tutti i manoscritti. Nella facciatainterna della Chiesa del Gesù glieredi posero una lapide con iscri-zione dettata dall’ ab. FrancescoAntonio Zaccaria, ed un’ altra la-pidetta, dove il corpo di lui fu se-polto. Sue care amicizie furono ilMuratovi, il Matfei, il Mazzu-chelli, i due Zauotti, lo Zeno, ilGranelli, il Ferri, l’Ansaldi ; pertacere degli altri in patria e fuo-ri, ai quali per le virtù dell’inge-gno e del cuore fu caro e pregiato..Della vita e delle opere di lui chivolesse piìi ampie notizie vegga ilContentano che ne stampò Fran-cesco Gusta ( Macerata pel Chiap-pini e Cortesi 1780 in 8 .), e la Vitache ne scrisse tra le Memorie deiLetterati Ferraresi Lorenzo suofiglio. Ecco alcune delle cose diGiannandrea, che sono in istarupa;a riferirle tutte più carte non ba-sterebbero. 1 . Prose italiane. Fer-rara per Gaetano Barbieri 1770tom. 0. — 2. Considerazioni so-pra la via della Croce di Girola-mo Baruffaldi. Bologna per Leliodella Volpe 1735 in Ibi, — 3 . An-notazioni al Bertoldo ec. ivi 1736in 4 - e Venezia per DomenicoStorti 1737 e 3 p in fol.— 4 - Vita diLodovico Ariosto ec. Venezia pelPitteri 1766 in 4- e 1766 voi, 6. in12. e per AntonioZatta 1772 tom.
4 , in 4 -
Seguono alcune delle cose ine-dite. ì. Dell'arte poetica di M.G. Vida tom. 3 , tradotti in versiitaliani con annotazioni. Ne diedeun saggio, come detto sopra, mon-signor G. E. Muzzarelli nel Gior-
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naie Arcadico. — 2. Ristrettodella vita di diversi Principi ec,di Antonio Tessicr , traduzionedal francese. — 3 . La poetica diAristotele volgarizzata ec. — 4 -Progetto sopra l' Annona di Fer-rara , ec.
Quest’ operoso ingegno, che co-me ape volò su tutti i fiori dellescienze e delle lettere, lasciò piùaltre cose; le quali se non sonotutte di molto peso, fanno almenotestimonianza di ciò che possa unuomo solo, che tutto si doni aglistudi, alla patria, ed agli amici.
Domenico Vaccoiini.
ACERBI (Giovanni Maiua), fuarciprete e vicario foraneo in Vii-minore sul Bergamasco •. e fra il1738 e il 1745 pubblicò parecchieopere ascetiche, le quali meritanoosservazione non tanto per ciò chesono in sò stesse, quanto perchè of-frono quasi la forma ideale d’ uncerto special modo di svolgere leidee religiose, modo che in tuttele parti della cristianità non è di-susato per anche. Più che ne’som-mi, nè mediocri talvolta si ricono-sce lo spirito animatore di un po-polo e di un’età ; perchè i medio-cri ci mostrano appunto lo statocomune delle intelligenze, e po-sano in su quel piano dal quale gliuomini rari, in più o in meno al-tezza elevati, sempre si allontana-no . Leggendo dunque le trentaconsiderazioni sull' inferno e sulparadiso del sacerdote Acerbi, vi-cario foraneo, apprenderete che ilsoggiorno de’ dannati, chiamatoanche tartaro e averno, è in mez-zo della terra , dove per naturadel luogo domina rigidissimo ilfreddo-, apprenderete come spasi-meranno gli sciocchi dannati mil-le volte ad ogni momento al ve-dersi rimirare dai demonii convisi spaventosissimi che in figuredi leoni, d' orsi, di tigri, di ser-penti, di draghi, di basilischi, di