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[Volume primo e volume secondo.]
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rospacci si slanceranno loro ad-dosso, e diranno loro mille vitu-pera, <e grideranno : impara ades-so a tuo costo, o pazzo da catena-,arrabbia pure , bestemmia pure,disperati pure, muori pure masenza mai finir di patire e morire:apprenderete come il fetore deicorpi de' dannati sarà oltre modoaccresciuto dalfuoco sulfureo checon la densità del suo fumo puz-zolente occuperà tutta quella sot-terranea caverna ; oltre tutte leimmondizie della terra che dopoil giudizio finale coleranno lag-giù come in una sentina univer-sale di tutti i fetidumi ; appren-derete come, sebbene i dannati sa-ranno costretti a tracannar giùperla gola beveraggi amarissimi,piombo disfatto, pece bollente, ci-bi stomachevolissimi, non lasce-ranno per questo di patire unasete e fame arrabbiata, siccome icani affamati non avendo riguar-do alla qualità de' cibi, si pasco-no di cadaveri e di tutte le piùstomachevoli schifezze ; appren-derete come nel paradiso Iddio ditanti suoi beni riempierà l’anima,ch’ella sembrerà essere come Dio,copia naturale ed espressiva del-ia divina essenza, un piccolo Dio.Certo non è da porre in dubbio lapietà nè lo zelo del buon prete -,se non che a degnamente parlaredi certi argomenti Io zelo non ba-sta. Nè questa di cui ragiono è co-sa di lieve importanza : perchè ri-guarda 1 ’ educazione religiosa dimilioni di anime, della eletta par-te del genere umano . E se allementi del popolo voi rappresenta-te l’inferno con immagini sì ma-teriali, e tratte tutte dalla vostrafantasia non da’libri santi nè dal-la tradizione cattolica, se nell’ in-ferno altra cosa egli non vede chefiere e mostri, pettini e ruote, fu-mo e tenebre , caldo e gelo , chidice a voi che quando una voce diincredulo scherno si leva nel suo

cuore e giunge a dissipar quelleimmagini di spavento, insiemecon le immagini non si dilegui lacosa, la credenza di questa terri-bile e salutar verità l Chi dice avoi che cessando di credere neirospacci infernali, egli non comin-ci a dubitar dell’inferno? No cer-tamente non è da stimarsi pietosoamatore ma fiacco adulatore degliuomini chi ad essi non osa parla-re di quella giustizia senza cui nonsarebbe misericordia: no certa-mente non son da palpare le pia-ghe de’cuori, ma non giova nem-manco gettarci ad ogni tratto so-pra fuoco e ferro rovente, quandola mondezza, la diligenza, il ripo-so, potrebbero medicarle. In que-sto argomento difficilissimo del-l’inferno sta bene imitare la par-siznonia del Vangelo, e le stesseimmagini dal Vangelo presentaterivolgere a senso principalmentedegno di coloro che adorano il Si-gnore in ispirito. Troppo già l’u-mana fantasia dalle mobili sue aleè portata a rendere corporea e ma-teriale ogni cosa.

Nè manca di fantasia il buonvicario foraneo : e più viva è la suache non quella di molti e celebra-ti poeti : e se non in un libro asce-tico ma fossero in una divina com-media, io quasi loderei la seguen-ti pitture: «Immaginatevi un lun-55 ghissimo e spaziosissimo campo55 tutto desolato, isterilito ed affu-jj micato da molti incendii, tutto5; sprofondato in altissimi pezzi e55 fosse, ripiene di bollenti fuochi5> sulfurei e metalli squagliati, con55 forni infuocatissimi; da per tut-55 to infestato da spiriti maligni,55 da ferocissime e crudelissime55 fiere, aspidi, rospi, draghi, e55 serpenti d’ogni sorta, con puz-55 za, caligine e tenebre . Figura-55 tevi di vedere dannati innume-55 rabili destinati al supplizio en-55 tro que’ pozzi, fossi e forni vi-55 vamente infuocati, con sopra e