tosto le Sue càriche, senza indicar-gliene il perchè. (Falsamente asse-risce il Lombardi che fosse messoprigione ). Ebbe un bel gridareegli là propria innocenza , i lun-ghi servigi, la poca fede dovutaa un impostore : chiedendo fosseconosciuta la sua causa dal papa edall’ infante di Spagna, e chiarital’innocenza. E lo lasciavano grida-re. Dopo lungo andare finalmentefu dimostrata l’innocenza sua; mà1 ’ Infante noti gli rese per que-sto nè le cariche nè la grazia.Non abbastanza geloso dell’ indi-pendenza sua da saper godere gliagi del suo stato lontano dalle bri-ghe cortigiane, sì accoravasi diquesta disgrazia, che per riparar-la si fece persino armare cavalierodi Malta nel 1795, ordine ove nonsarebbe stato accettato chi nonavesse ben lavata la taccia appo-stagli di Franmassonerìa. Invanoanche questo: onde si ritrasse aNapoli, ove morì il 20 giugno del1796, e fu sepolto ne’ Crociferi.
Scrisse assaissime cose, ma po-che ne stampò da vivo: non è gua-ri un’ edizione in dieci volumi novenne procurata coi tipi degli Osti-nelli di Como: ove poemetti, ver-si d’ occasione, discorsi accademi-ci, viaggi, e lettere. La mancanzadi lima gli era già rimproveratadal Frugoni, che scrivevagli: « Im-55 parate a correggere.... Inganna55 tutti l’amor proprio, e belle aj> tutti ed irreprensibili fa parere” le cose proprie . Mettetevi in55 grado di poter dare cose utili55 ed esimie alla stampa col tempo:ìi onde coll’ opere egregie del fi-si glio venga compensato il pub-55 blico delle assai disutili e sec-■» canti del padre n . Questo spar-lar del padre col figlio è pur pocodilicato ! Nè del precetto gran ca-so mostra aver fatto il Rezzonico,anche ne’lavori studiati, meno poinei più di essa raccolta, che sonola maggior parte scritti di primo
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getto, senza un morso di lima,senza candidezza di parlare ita-liano, con una pretensione soste-nuta a furia di ampolle e di epi-tetiridondanti. Per l’impiego suo,e per lunga osservazione di pina-coteche acquistò un certo tatto eduna certa franchezza nel senten-ziare di belle arti; che però eracomune a troppi fra i letteratid’allora e d’ adesso, e che spessomove al riso, spesso alla bile. Neldiscorso sul Disegno contende chei Greci espressero il bello ideale,che tre cose sono osservabili neldisegno degli antichi: simmetria,simplicità, costume ; paragona gliantichi con Raffaello, a grandescapito di questo, cui giudica nùnavere conosciuto il bello ideale :parlando del colorito ne cerca leorigini fin nelle Indie ; e perchèivi e nella China le arti rimanes-sero infanti, mentre in Greciatoccarono la perfezione; cose chepochi or leggeranno . Chiari, di-lettevoli sono i viaggi suoi, Overitrae la natura, le arti belle, l’in-dustria, non mai l’uomo; e senzacièche valgono i libri?» Stile ri-cercato, tono pedantesco, idee fal-se o leggiere, erudizione non pre-cisa, non conveniente, non piena »trovò in esso il valoroso Tomma-seo. Quanto alla'poesia, s’incontròesso nell’età adoratrice dei TreEccellenti , ed a loro esempio com-pose lo stile, e scelse i soliti sog-getti di nozze e monacazioni, vi-sioni, amoretti senza passione, de-scrizioni minuziose, prosopopeiefrondose, e sdulcinamenti, e tut-to il corredo dell’ Arcadia. Avvisòper altro il vuoto di tali materie,sentito da molti, ma non seppetener la giusta via per corregger-si : avvegnaché scelse talvolta asoggetto materie astruse di fisicae di matematica, ribelli affatto al-la veste poetica, e dove la massi-ma gloria che uom possa aspettar-si è d’avere superato difficoltà,