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[Volume primo e volume secondo.]
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Cardinalato, ne depónesse il titoloche conservò finché visse. D’or-dine del pontefice Clemente XIperorò ancora nell’ accademia delDisegno tenutasi dagli Arcadi inCampidoglio li 5 maggio 1707,siccome si ha a pag. 78 delle Me-morie suddétte* e dalla vita scrit-tane dal p. Lorenzo Barotti.

Clemente XI lo amò singolar-mente, e fattolo suo prelato dome-stico, lo creò successivamente chie-rico di camera, e commissario ge-nerale delle armi . Poi quandotrattossi d’ inviare a Parigi unnunzio apostolico nel «712, fu des-so col titolo d’ arcivescovo di Car-tagine prescelto a quella, quantoonorevole, altrettanto difficile mis-sione : difficile per le novità intro-dottesi in quel regno dai partigia-ni del Quesnello, e per l’incaricodi sostenere la condanna d’essefatta nel 1713 da quel ponteficecon la celebre Bolla Unigenitus, laquale ottenne ilBentivoglio fosseaccettata dal clero di Francia ,e registrata nel Parlamento nel1714. Frattanto pubblicava egli inParigi le opere d’ Ercole Bentivo-glio suo illustre antenato, e conla splendidezza sua, con le moltesue lettere, e col favore impartitoai coltivatori d’esse, si cattivaval’amicizia e la stima de’ dotti diquella gran nazione. Ma venuto amorte nel 171 5 Luigi XIV, pressocui salito era a gran favore, appel-latosi per molti vescovi della Fran-cia, e tra questi il celebre card,de 'Noailles che poi si ritrattò, dal-la Bolla Unigenitus, e spalleggiatii Quesnelliani dal Reggente, ilPapa lo richiamò per non crescerele scontentezze, e di là si ritrassea Ferrara sua patria, donde peròin breve ai 29 di novembre 1719fu sublimato alla Porpora 5 ed ac-colto in Roma con singolari di-mostrazioni d’ onore dal Ponteficesuo benefattore, e dal Collegio, ericevuto ( cosi il Noyaes nella sua

Storiti de' Pontefici tom. xn pag.223 dell’S.va ediz. di Roma dell’an-no 1822 per i tipi Bourliè ) il ti-tolo di s. Girolamo degli Schia-voni , fu poco stante inviato da luilegato apostolico a latere in Roma-gna : provincia eh’ egli resse persei anni con soddisfacimento diqtie’ popoli, e con singoiar lode efama di principe vigilante, giusto,ed integerrimo. Ravenna, tra lealtre città, gliene diè luminosatestimonianza con acclamarlo sulfine del suo primo triennio nel1723 a protettore, e con innalzar-gli statua nella sala del palagiopubblico, adorna d’ onorificentis-sima ed elegante inscrizione. Ter-minata la sua legazione nel 172 6-,restituissi a Roma, dove nominatodalla corte di Spagna a suo Mini-stro presso la S. Sede, morì inquesta carica li 3 o decembre del1 7D2 nell’ età di non ancor 65 an-ni, e fu tumulato nella chiesa disanta Cecilia, nuovo suo titolo sepur non fu 1’ unico, con breve in-scrizione riferita dal ricordato p.Barotti. L’accademia degl’ Intre-pidi di Ferrara, che con pubbli-ca adunanza celebrata aveva l’esal-tazione sua al cardinalato , vollecon altra in cui fu recitato il suoelogio, onorarne altresì dopo mor-te la memoria.

Tra le gravi occupazioni sue,sia come uomo di chiesa, sia diStato, trovò tempo per coltivar e-gli stesso quelle lettere, che tantoavea favoreggiato. Dettò una Sto-ria o Relazione delle cose accadu-te in Francia al tempo di sua nun-ziatura sino alla morte di LuigiXIV, la quale però non vide maila luce ; siccome pure un libro, oTrattato di Morale filosofia in lin-gua volgare, ehe l’arciprete Ba-ruffaldi, e dietro lui 1 ’ Ughi , gliattribuiscono, ma che Lorenzo Ba-rotti sospetta non debba ascriversipiuttosto al p. Beilati da cui avutoavea un simile scritto , eh’ egli