Tini. toni, n pag. 70 dell’ediz. diRoma del 1782 per il Salvioni ,nella quale con parole copiate poidal pad. Novaes nella sua storiade’ Votilefici, dice parergli vederenella Tebaide volgarizzata dalBentivoglio un disegno cattivo co-lorilo da mano maestra, e dalchiariss. sig. cav. Giuseppe Mafìeinella sua Storia della Letter. Ita-liana dall’ origine della linguafino al sec. xix toni. 3 pag. 228 infine e segg. dell’ ediz. di Firenzedel 182" per il Pagani. In una sualettera però premessa alla tradu-zione dell’ Argonautica di Fiaccodel march. Antonio Pindemonte,ed indiritta al noto letterato Giu-seppe Torelli, il primo libro del-la Versione del Bentivoglio fuacremente censurato dal cav. Ip-polito Pindemonte, di cui l’Italiatuttora piange la perdita : ma va-lorosamente il difesero il p. Ba-rotti, ed i eh. Editori dell’ ultimatra le citate ristampe , giustifican-dola prima, e conchiudendo ap-presso, come in quell’ Eneide an-cora, tradotta dal Caro, e che ilPindemonte meritamente disse,Opera impareggiabile , pur sem-brato era altra volta anche all’Al-garotti di scorgere infiniti difetti.Dopo le lettere poi del card. Ben-tivoglio al suo amico mare. Gaspa-re Monti, innanzi di pubblicar laVersione, portate in luce dal Ba-rotti, e le vigorose pruove e ra-gioni addotte dallo stesso dottoBiografo, e la testimonianza del-1 ’ autore delle Memorie sulla Vi-ta, e sulle Opere dell’ab. Frugonialle quali furono premesse , n-onv’ ha più chi attentato si sia di ri-petere la maligna accusa fatta alBentivoglio d’ essersi appropria-to, come sua, la fatica di quest’ul-timo (1).
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Oltre gli scrittori sparsamentecitati in quest’ articolo scrisserodella Vita e delle Opere del card.Bentivoglio il Mazzuchelli nellasua opera degli Scrittori d’Italiavoi. 3 p. 2 pag. 870, Ferrante Bor-setti nella sua Historia almi Fer-rariensii Gjmnasii par. 2. fol. 262,1 ’ arciprete Earuffaldi nel suo Sup-plemento ad eumd. p. 2 I. 3 . pag.80, Luigi Ughi nel suo Diziona-rio storico degli uomini illustriFerraresi tom. 2 pag. 47 e 48 allalett. B., e la Biografia Univ. ant.e mod. compilala in Francia dauna società di dotti, al voi. v pag.532 333 della Versione Italianaediz. di Venezia del Missiaglia1822 : e forse molti altri.
Tommaso Gjtqii.
ALBERTOLLI (Rafaei.e), fi-glio di Giocondo (il quale vivetuttavia , benché nato fin dal 2/J.luglio 174 2 , ed è il vero ristora-tore della buona scuola d’orna-menti in Lombardia), fu dato dalgoverno lombardo per aggiuntosipadre nell’insegnamento deglior-nati all’ accademia di belle artiin Brera. Indefesso allo studio,incise all’acquatinta ed a bidino iritratti di molti illustri personag-gi , e varie tavole raccolte in unamiscellanea, da cui appare un ec-cellente gusto. Delizia del padre,amore degli scolari , nel bellodelle speranze morì a 4 2 anni nel181 2.
Cesare Caktu'.
ALBERTOLLI ( Giacomo ) ,che cominciò sua vita nel 1761, funipote di Giocondo, e nativo comelui di Bedano terra delLuganese,studiò le opere d’arte, ond’è riccoil veneziano; fu nel 1797 chiamatoprofessore d’ architettura civile
trovano alcune d'importanti del card.Cornelio Bentivoglio.
Nota dell Editore.
(1) Nelle Lettere scelte di celebriautori, scritte all’ab. Antonio Conti,Venezia, Fracasso, 1812 in 8., se ne