45 *
ilei Seminario di Padova, poi inquella Università . Venuto il pae-se in potere dei tedeschi, fu con-gedato ; onde si ridusse a Milano;allora capo della repubblica Cisal-pina, e quivi fu messo successoreall’ illustre Piermarini già statomaestro suo. Pieno la mente delleidee e dell’ amore del sodo bello,con insegnamenti squisiti, senzastudio alcuno di parti, ammirato-re di Vitruvio senza però esserneservo, non s’accontentava d’inse-gnar 1’ architettura ai giovani perprecetti e sugli esempi delineati,ma li conduceva seco in giro perMilano ad osservare le fabbriche,misurarle, censurarle, paragonarle cattive colle migliori. Frequen-tissima quindi era la sua scuola egrande il profitto : ma poco durò:avvegnaché il 6 giugno del i 8 o 5cadde percosso d’apoplessia lungola strada. Scolari e colleghi locompiansero, ed il corpo accade-mico gli decretò un monumento,che sorge nelle logge del palazzodi Brera , con un’ iscrizione delpittore Giuseppe Bossi, cosi con-cepita :
lacobo Frane, fil. AlbertollióCeresio
Architecturae MagistroMediólanìSancte SolerterPerfunctoAuctori
Studiorum Optirnorum
R. Mediolan. Accadevi- SodalesAEre coniatoM. P.
Vìx. Ann . xliv. oò. an. MDcccr.
Cesare Cantu'.
PASSERINI ( Bartolomeo ) .Se non dovesse questo Dizionariocomprendere che letterati, neppu-re nomineremmo il Curato Passe-rini, del quale solo un opuscolet-to abbiamo alle stampe : eppurela sua fine non deve riuscire le-zione infruttuosa a quelli, che agi-
tati dalle memorie, o spinti daglientusiasti , scambiano la teme-rità per coraggio, ed in impreseforse lodevoli di scopo , ma paz-ze per isproporzione di mezzi ,minano sè e peggiorano la causaloro.
La valle Intelvi siede fra il la-go di Como e quel di Lugano,popolata di molti paesi, e ricca divegetazione alpestre . A Rampo-nio in essa valle era curato Barto-lomeo Passerini, uonuo tutto pie-no delle idee di Bruto», di Scevola,di Sparta e di Roma. In quei tempiNapoleone facendosi imperatoree re, avea deluse le aspettazionidi tutti coloro, che lo credevanoun inviato del cielo per piantareda per tutto la giustizia e la liber-tà; giudicando, forsennati ! chel’albero di questa possa mai in-nestarsi colla spada. Gran dispet-to ne prese al cuore anche Passe-rini, che vedeva cosi sfumate tut-te le speranze sue e dell’ Italia, epensando che per tutto dovesse es-sere un fremere contro il nuovo (la-minatore, contro la coscrizione, leimposizioni, principalmente con-tro le prepotenze usate al sommopontefice, credeva che basterebbela più lieve scintilla per destareun incendio universale. E risolseesser quel desso che la suscitasse .Cominciò dunque a trarsi d’ in-torno forse un trenta di quellavalle, muratori, fabbri, calzolai,un legale e due curati. Questo av-veniva nel 1806. Tennero combri-cole, facilmente, come succede,tirati nel sentimento di quello cheparlava con convincimento ed en-tusiasmo : tanto che, senza nè ar-mi, nè danari, nè intelligenzeesterne, si diedero ad allestire pa-li abbronzati; falci, villeschi istro-menti, e certi loro scudi, e certearmadure temperate a loro modo:qualche fucile ed alcune palle dipiombo. Doveansi movere al toc-car della campana a martello ; un