pugno appena di gente sì, ma ellerima di uscir dalla valle, sareb-ero cresciuti, cosi credevano, adieci mila : con questi calar sopraComo a far danaro; provvedersidi cannoni a Pavia, ov’era scuolad’ artiglieri : a Milano riformaregli ordini : infine rendersi a Ro-ma a rimettere nelle mani delsommo Padre lo scettro e l’incen-siere. In tutto questo non era sba-gliata che l’epoca: si figuravanoF età dell’ entusiasmo, e viveanonell’ età del calcolo, del dubbio,dell’ egoismo. Il ventotto di otto-bre adunque, detto anno, alzaro-no la fronte : i curati Giambatti-sta Magnagbi e Passerini, e il co-stui cognato Bartolomeo Mulcianiinnanzi a far turba. Ma che? ipiù di quelli che erano nell’ in-telligenza, sbigottiti, come acca-de, nell’ ora più decisiva, rifiuta-rono di moversi : quelli cui riuscianuova, risero della scena. All’ au-torità n’era intanto venuto fumo;pochi gendarmi dispersero quellabanda, i capi fuggirono in terrasvizzera. Ma per si gravi rei distato si oltrepassò il diritto dellegenti, e Mulciani e Passerini, col-ti a Bellinzona nelcanton Ticino,furono consegnati, e tratti a Co-mo dinnanzi alla corte speciale.Affollatissima era la sala il giornodel dibattimento : ove il Passeri-ni , intrepido qual sempre erasimostrato, ragionò come egli, pri-ma che venissero i francesi repub-blicani, avesse per iscritto difesala monarchia ; del che 1’ aveano itedeschi premiato, poi persegui-tato i Cisalpini: che quindi tro-vati buoni gli ordinamenti fran-cesi e generose le promesse, eravenuto in sentimento repubbli-cano. Ma ora vedeva tradita l’Ita-lia da quello stesso, che da Che-rasco avea proclamato: popoli d'I-talia, noi veniamo a spezzare levostre catene-, e toccava innanzienumerando i guai che l’Italia
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pativa ; abbastanza però essersiornai sofferto.
Il relatore di quel processo con-fessò che la cosa aveva aspetto piùdi romanzo che di ribellione : gliavvocati difenditori fecero oo-niopera per voltare in riso il nuovoCatilina, il nuovo Chisciotte : mapure la prepotente ragion di statotrovò che conveniva dare un esem-pio . Furono dunque sentenziatiparecchi a prigione temporaria, icapi alla morte. I più però eranofuggiti : Passerini e Mulciani per-dettero il capo in Como, questicome un giovane di 2g anni, at-taccato alla vita dalle lusinghedella giovinezza, da moglie e fi-gliuoli : P altro, in età di 44 anni,colla fermezza di chi si crede mar-tire della causa più giusta: uomocui non l’audacia ed il fermo vo-lere, ma i delitti e 1’ opportunitàmancarono per divenire un caporubello.
Cesare Canto'.
NANI (Tommaso), nacque inMorbegno nella Valtellina il 1757da Gio. e Lucia Brisa ; fece i pri-mi studi nel collegio Gallio a Co-mo, indi all’ università di Paviasotto il professore Cremani, il qua-le, conosciutone P ingegno e lesperanze, lo raccomandò al go-vernatore conte di Firmian, chegli assegnò uno de’ posti gratuitinel collegio Ghislieri. Fu laurea-to nel 1781, nella qual occasionelesse un’ operetta de Indiciis eo-rumque usu in conoscendis cri-minìbus superiore a quelle vuotedicerie, solite di tali occasioni;nella quale, contro la comune deigiureconsulti, stabili che dagli in-dizii si possa dedurre una provaeguale a quella dei testimonii. Nel1794 fu dal governo Lombardo( benché forestiero, giacché la pa-tria sua era in dominio de’ Gri-gioni) chiamato in quella univer-sità alla cattedra di Istituzioni